mercoledì, aprile 16, 2008

Recensione/ Mario Kart Wii

Punto cardine di pressochè qualunque piattaforma Nintendo, Mario Kart sbarca su Wii arricchito dalle modalità online e da alcune modifiche al gameplay. La ricetta rimane, però, fondamentalmente la stessa: vediamo come se ha sostenuto al meglio il peso degli anni.

Mario Kart Wii
Sviluppatore: Nintendo
Editore: Nintendo
Distributore: Nintendo
Genere: Guida/Arcade
Piattaforma: Wii
Titoli correlati: Super Mario Kart (Super Nintendo); Jak X (PlayStation 2);

Motore idraulico

Mario Kart è sempre stato sinonimo di divertimento multiplayer. Sebbene in single player abbia cercato di spronare il giocatore con diverse classi di corse e kart dalle caratteristiche uniche, la componente multigiocatore rappresentava il massimo dell’espressione del piccolo capolavoro Nintendo. Con Mario Kart Wii, finalmente, si parla di multiplayer online, un fattore non indifferente che costituisce il maggior punto di svolta della serie nella sua versione casalinga. Collegandosi al servizio online di Nintendo, è possibile gareggiare contro 11 avversari su tutti i circuiti del gioco, scaricare i ghost, visualizzare le classifiche e, naturalmente, coordinarsi con i propri amici creando partite pubbliche o private. Sotto questo punto di vista, il servizio sotto-sfruttato di Nintendo funziona più che egregiamente.

La partecipazione a una partita è immediata e non abbiamo mai sofferto di fenomeni di lag. Nel caso in cui ci si unisse a una partita in corso, questa viene visualizzata immediatamente sullo schermo ed è possibile spostare l’inquadratura su ciascun giocatore. La soluzione grafica dell’intera interfaccia online, inoltre, è semplicemente brillante, anche soltanto per la rappresentazione dei personaggi a seconda del paese di provenienza. Chiude in bellezza la possibilità di installare il canale dedicato a Mario Kart Wii, attraverso cui si accede alle classifiche e alla lista amici senza caricare il gioco.


E’ un peccato che rispetto alla concorrenza di Microsoft e Sony, il servizio offerto da Nintendo sia lacunoso sotto certi punti di vista. In primis, si sente l’assenza delle cuffie per colloquiare con gli avversari o gli amici, privando la modalità online di una funzione ormai indispensabile. Inoltre, è davvero difficile abituarsi alla nomenclatura numerica degli amici, che rende l’aggiunta di un nuovo compagno ostica e poco intuitiva. Fatta eccezione per le carenze intrinseche del servizio Nintendo, l’unico appunto che ci sentiamo di fare alle modalità online di Mario Kart Wii è l’assenza della battaglia “tutti contro tutti”, sostituita invece dall’unica modalità a squadre.

Online o offline, Mario Kart Wii si basa su fondamenta solide che ci accompagnano ormai dai tempi dei 16bit. Le corse sono rocambolesche e adrenaliniche su ben 32 circuiti – 16 nuovi e 16 riedizioni dei precedenti episodi – disegnati con sapiente uso di scorciatoie, turbo e punti bonus dove accaparrarsi le indispensabili armi per far fuori la concorrenza. Abbandonato il concetto del doppio autista visto nella deludente versione per GameCube, Mario Kart Wii non rinuncia alle novità, fra cui spicca l’introduzione delle motociclette, che si differenziano dalle quattro ruote per maneggevolezza e comportamento su strada, e delle acrobazie in aria, che garantiscono un turbo aggiuntivo dopo aver agitato il Wii-mote.

Il sistema di controllo si avvale naturalmente dei sensori di movimento del telecomando, sul quale è possibile montare un volante in plastica fornito nella confezione. Il nuovo accessorio è di buona fattura ed ergonomico e si differenzia da quelli prodotti da Ubisoft nei primi titoli di guida per una derivazione del pulsante B che rende più pratica l’esecuzione delle derapate. E’ da sottolineare come, ancora un volta, Nintendo sia riuscita a calibrare la resa “su strada” del Wii-mote in maniera eccellente. Gli allergici al Wii-mote o i nostalgici possono comunque commutare verso un sistema di controllo tradizionale usando il Classic Controller oppure il pad GameCube, che probabilmente garantirà risultati migliori almeno per il primo periodo.

La formula collaudata perpetra da anni una meccanica di gioco innegabilmente divertente, ma allo stesso tempo ripete quasi in maniera diabolica gli stessi difetti. Il più evidente risiede senza dubbio nel sistema di assegnazione dei bonus, che privilegia le ultime posizioni con armi in grado di ribaltare la situazione all’ultimo minuto. Il risultato di una gara impeccabile può essere compromesso dal caso, una situazione frustrante per chi desidera mettere in campo la bravura oltre che la fortuna. In definitiva, Mario Kart Wii rivive in tutta la sua grandezza anche sulla nuova piattaforma Nintendo e rimane il sinonimo di quel genuino divertimento multigiocatore che ci accompagna da anni. I difetti della modalità online e l’intrinseca frustrazione che deriva dalla tipologia di gioco non rappresentano degli ostacoli insormontabili, anche se per l’evoluzione della serie si dovrà attendere un nuovo episodio.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: multiplayer online; concept semplice e accattivante; divertentissimo in multiplayer; ottima realizzazione tecnica
Replay Value: ottimo. In multiplayer sfiora l’eternità
Aspetti Negativi: a volte confusionario; assegnazione dei bonus poco equa; chat vocale assente; sistema amici ostico
In Sintesi: Mario Kart Wii sdogana il divertimento multiplayer, che sbarca finalmente in rete. L’introduzione delle moto e delle acrobazie sono delle piacevoli aggiunte alla formula ben collaudata, che oltre agli innegabili pregi porta con sé anche i medesimi difetti degli anni scorsi

domenica, aprile 13, 2008

Weekly Video/ Amiga the Best, F*** off the reST

Facciamo un balzo indietro nel tempo, quando l'Amiga dominava il terreno degli home computer e si scontrava contro l'acerrimo nemico di Atari. Ecco un collage di video che omaggiano il successo del computer di Commodore. Fra questi spicca Moonstone, che ricordo come uno dei più sanguinolenti titoli della mia storia videoludica. Al tempo non c'erano tutte le diatribe circa la violenza dei videogioco, tantomeno la classificazione in base a età o contenuti. Sento già qualcuno sospirare "Bei tempi..."



Chi di voi riesce a indovinare tutti i titoli del video?

giovedì, aprile 10, 2008

Recensione/ No More Heroes

Non ci sono più le mezze stagioni… e nemmeno i veri eroi. Irriverente, politicamente scorretto, altamente scurrile e delizioso, No More Heroes arriva su Wii portando un po’ di aria fresca alla piattaforma Nintendo e un po’ di aria sana agli “hardcore gamers”

No More Heroes
Sviluppatore: Grasshopper
Editore: Atari
Distributore: Atari
Genere: Azione
Piattaforma: Wii
Titoli correlati: Killer 7 (GameCube, PlayStation 2); Red Steel (Wii)

Riunione di gabinetto

Quando il salvataggio della partita avviene sedendosi sul WC più vicino, è evidente che si sta giocando a un titolo tutt’altro che convenzionale. No More Heroes inneggia all’irriverenza fin dalle prime scene del gioco, quando il protagonista Travis Touchdown inizia l’avventura che lo porterà a divenire il killer numero uno della città di Santa Destroy unicamente con lo scopo di una notte brava con la belloccia di turno. Una palese ma più che convincente motivazione per affettare i propri avversari con la propria spada laser, controllata con il Wii-mote in maniera intuitiva seppur radicalmente diversa da quanto visto in Red Steel.

I fendenti comuni sono semplicemente affidati al tasto A, lasciando ai movimenti del Wii-mote il compito di sferrare soltanto i colpi finali che riducono i nemici in una polvere nera – fiotti di sangue nella versione non censurata dedicata al mercato nordamericano. Inclinando il controller, inoltre, è possibile scegliere se sferrare colpi al volto o alle parti basse, una soluzione utile soprattutto negli scontri a mani nude per eludere la guardia avversaria. Durante le prese, invece, è necessario muovere Wii-mote e Nunchuk in direzioni differenti dopo aver acchiappato l’avversario con il grilletto B. Niente sbandieramenti continui a destra e a manca del Wii-mote e Nunchuk, quindi, in favore di movimenti ben definiti, funzionali e soprattutto non soggetti a eventuali imprecisioni riscontrate in altri titoli.


Insomma, combattere è quanto No More Heroes riesce a fare meglio, rendendo i seppur ripetitivi scontri sempre divertenti, tanto da affrontare ogni sfida con un ghigno sulle labbra. Non mancano i consueti power up che conferiscono al protagonista brevi poteri speciali, come l’invulnerabilità, colpi inarrestabili o ancora una velocità maggiore e così via. Di tanto in tanto si dovrà utilizzare il Wii-mote come una mazza da baseball per avere ragione di più nemici in un colpo solo, in veri duelli fra lanciatori e battitore. E’ memorabile il combattimento contro diverse decine di avversari in completo nero, una sorta di omaggio a Kill Bill e alla sua sanguinolenta spensieratezza, grazie alle numerose battute goliardiche che accompagnano il fluire del gioco.

Il tutto segue uno schema ben collaudato di combattimenti contro orde di nemici culminanti in un duello all’ultimo sangue con il boss di fine livello. Tali confronti sono il fiore all’occhiello del gioco, grazie alla caratterizzazione dei vari killer – talvolta davvero esilaranti – che richiedono l’uso di tecniche sempre differenti. Complessivamente vi sono 10 boss di cui sbarazzarsi, contro i quali è possibile combattere solo dopo aver versato una quota di partecipazione al sindacato dei killer. E’ così che No More Heroes abbandona il suo spirito di hack’n slash puro per abbracciare uno schema di gioco non lineare basato sulla classica città in cui cimentarsi in lavori più o meno sporchi in cambio di moneta sonante.

La parte “open world” è sicuramente l’elemento debole della solida catena di eventi realizzata da Grasshopper. Travis si trova alla guida della moto più tamarra e inguidabile del mondo videoludico, capace di trasformare l’esplorazione di Santa Destroy in un calvario di incidenti e curve mancate. Le offerte di lavoro si suddividono fondamentalmente in nuove esecuzioni di questo o quell’altro boss malavitoso o lavori di manovalanza come la raccolta delle noci di cocco per un chiosco in riva al mare, ma è la carenza di varietà che rende il tutto noioso dopo pochi tentativi. La quantità di denaro da accumulare è davvero elevata e dopo aver portato a termine per l’ennesima volta la stessa missione secondaria – identica in tutto e per tutto in ciascun tentativo – si ha la sensazione di una minestra allungata per il solo gusto di incrementare le ore di gioco.

No More Heroes gronda stile da tutti i pixel, alla stregua di Killer 7: l’uso sapiente del cell shading e il design che ricorda le bozze di un artista lo rendono accattivante e di sicuro impatto. E’ un peccato, però, che il motore grafico non sia proprio all’altezza del compito nonostante una mole grafica da gestire sicuramente alla portata di Wii. Il cameraman realizza inquadrature poco felici con troppa frequenza e la scarsa fluidità è una costante per tutto il gioco, senza contare che No More Heroes potrebbe facilmente vincere il premio di titolo più “seghettato” della breve storia di Wii, tanto è evidente l’effetto dei “jag” sullo schermo. Notevoli le musiche, invece, composte da brani brevi che si infiltrano immediatamente nella testa del giocatore come accadeva nei videogame a 8 bit, a cui Grasshopper ha dedicato molti cammei grafici.

L’ultima fatica di Suda 51 e di Grasshopper si traduce, in definitiva, in un videogame accattivante e divertente, finalmente dedicato a un pubblico adulto rispetto alla media dei titoli per la console Nintendo. Senza esagerare, No More Heroes è un titolo arduo da valutare. E’ da applaudire il carattere impresso nel gioco, fatto di situazioni irriverenti e inconsuete, raccolte in uno schema di gioco che inneggia ai classici del videogame come Kung fu Master. Le sezioni free roaming e la realizzazione tecnica, però, lasciano parecchio a desiderare, tanto che ci immaginiamo che se alle spalle non vi fossero il nome di Suda 51 e le attività di PR portate avanti negli ultimi mesi, probabilmente verrebbe cassato con poche righe di recensione. Eppure, ritengo che il quasi costante sorriso che si cementa sulle labbra sia indice di un divertimento genuino, capace di soprassedere sui difetti pur di raggiungere il killer successivo anche solo per essere testimoni delle nuove bizzarrie dei programmatori.

Raffaele Cinquegrana


Aspetti Positivi: irriverente nelle parole e nei fatti; sistema di combattimento semplice e ben integrato con i sensori di movimento; esilarante sotto certi aspetti; grande stile grafico
Replay Value: scarso. Le sezioni free roaming non sono intriganti quanto dovrebbero
Aspetti Negativi: realizzazione tecnica sotto gli standard Wii; sezioni free roaming troppo ripetitive; moto inguidabile
In Sintesi: No More Heroes offre finalmente un tipo di divertimento più adulto anche su Wii. I combattimenti sono ben riusciti ed appaganti grazie al sistema di controllo immediato e completo e le situazioni da affrontare lasciano il sorriso sulla bocca. Peccato per la noia dovuta ad alcune sezioni di gioco davvero troppo ripetitive.

martedì, aprile 08, 2008

Microsoft e l'Xbox-mote

Secondo quanto dichiarato a MTV News da uno sviluppatore vicino a Microsoft, l'azienda di Redmond starebbe lavorando seriamente a un nuovo accessorio simile al Wii-mote per Xbox 360. Il nuovo controller avrebbe tutte le funzionalità di movimento e puntamento del pad Nintendo, con in più una leva analogica e quattro tasti frontali, abolendo così il Nunchuck. Il progetto, sempre secondo la fonte anonima, sarebbe sotto il controllo di Rare, a cui è stato affidato anche il design del controller e l'ideazione di avatar simili ai Mii utilizzabili soltanto nei giochi che disegnati per questa nuova periferica.

Stando alle informazioni dello sviluppatore anonimo, il controller sarebbe in fase di sviluppo sin dallo scorso agosto ed è intenzione di Microsoft di lanciarlo entro Natale 2008.

La notizia, naturalmente, non è stata confermata da Microsoft e al momento rimane nel limbo delle voci di corridoio.

Riferimenti:
[MTV.com]

GTA4, Delirio pre-Lancio

Meno 21 giorni al 29 Aprile. Tre settimane esatte al lancio di uno dei titoli più attesi degli ultimi anni - parole spesso sentite e ripetute a scopo promozionale, ma quanto mai vere per Grand Theft Auto IV. A poco meno di due anni dal primo annuncio ufficiale avvenuto durante la conferenza Microsoft dell'E3 2006 e dopo un ritardo di circa sei mesi sulla tabella di marcia, il sogno di milioni di videogiocatori si appresta a divenire realtà.

E già i rivenditori mettono le mani avanti, preannunciando disponibilità inferiori alla domanda e interrompendo i preordini arrivati già a quote straordinarie. Un lancio che, insieme a pochi altri titoli, può davvero definirsi più unico che raro, conteso fin dal principio fra le Microsoft e Sony. Laddove la prima annunciava l'evento sulla piattaforma Xbox 360, l'altra ne sminuiva l'importanza; quando Microsoft pigiava il piede sui contenuti scaricabili esclusivi, Sony ne dichiarava la scarsa utilità a causa delle fondamenta "PlayStation-iane" dei fan del franchise. Ma entrambe si coccolano uno dei maggiori figli dell'anno come il pargolo dalle uova d'oro.

E cosa dovrebbe dire Electronic Arts, decisa a mettere le mani su Take-Two - publisher del gioco - ma costretta ad attendere il lancio commerciale del gioco, che presumibilmente farà salire alle stelle le azioni del publisher alle spalle di Rockstar? Probabilmente i boss del gigante nordamericano si staranno mangiando le mani per non essersi mossi per tempo, quando Take-Two e Rockstar erano nell'occhio del ciclone per via di Bully, Manhunt, dei contenuti scabrosi di San Andreas e del ritardo dello stesso GTA IV.

Il viaggio di GTA IV verso la casa dei videogiocatori è stato costellato da favolose azioni di marketing che hanno condotto al delirio gli appassionati anche solo all'annuncio della copertina del gioco, alla pubblicazione del primo trailer o alle uscite pazzesche delle consuete voci di corridoio. E i vari siti Internet si sono sollazzati con milioni di visite a qualunque notizia, anche insulsa, che riportasse il nome Grand Theft Auto, un vecchio trucco comunemente sfruttato nell'editoria online. Gli aficionados hanno già da parte il denaro per accaparrarsi una delle succulenti edizioni speciali, mentre in rete aleggiano delle quantomai probabili voci di un bundle con PlayStation 3. Una vera e propria febbre consumistica, insomma.

Di Grand Theft Auto IV si sa tutto e niente. Sarà più ampio, più libero, più coinvolgente che mai e, senza entrare nei dettagli, ci basta per salivare per le prossime tre settimane. A questo aggiungiamo ben 15 modalità online, fra cui delle vere e proprie corse su quattro ruote e la promessa di poter condividere in rete tutta la città presente nel gioco, tanto da dimenticarsi della modalità offline. I dettagli si sprecano, ma personalmente preferisco lasciarli dove sono per assaporare di prima mano quanto ha in serbo, per la prima volta.

Ebbene sì, non sono un appassionato di Grand Theft Auto. Sarà per la mia vena anti-massa o per la mia eccessiva sensibilità al frame rate incostante (difetto terribilmente evidente nei precedenti capitoli), o ancora per il poco tempo da dedicare a giochi "open-world". Grand Theft Auto IV sarà probabilmente il primo gioco della serie che affronterò e, con le aspettative altissime che tutti noi abbiamo, farà meglio a non deluderci.