martedì, giugno 30, 2009

Mercato Videoludico in Crescita Nonostante la Crisi

La crisi dei consumi non interessa i videogame. E' questo il messaggio dell'ultimo rapporto redatto da AESVI in occasione dell IDEF di Cannes circa la situazione del mercato videoludico nostrano. Crescita a volume e a valore di rilievo per le console casalinghe e portatili, mentre la situazione del software per PC cala a picco.

Dai dati rilevati da GFK confrontando il primo quadrimestre 2009 e del 2008, il mercato dell'hardware ha registrato un +5,9% a valore e un +5,6% a volume. Crescono sia le console casalinghe - +7,7% a valore e +6,5% a volume - sia le portatili - +3,4% a valore e +4,9% a volume.

Dal canto suo, il software ha guadagnato un 8,8% a valore e un 2,1% a volume, dove le console dominano con un incremento dell'11,5% a valore e del 7,7% a volume a fronte di un continuo calo del mercato PC, a quota -20,5% a valore e -12,6% a volume. La pirateria sembra essere la maggiore causa di questa emorragia, anche se rifacendosi a un vecchio luogo comune potrebbe essere plausibile una costante migrazione del videogiocatore verso le piattaforme console, più stabili nel tempo e meno "laboriose" da mettere in opera.

E' interessante anche l'analisi sul rating dei videogame più venduti. Crescono in modo deciso i titoli classificati per un pubblico adulto (+6%) a fronte di un mercato composto per l'80% da vendite di titoli con classificazioni 3+, 7, e 12+.

AESVI individua nella capacità del settore videoludico di reinventarsi periodicamente e di attrarre nuove fasce di consumatori le principali medicine anti-crisi del settore. Per certi versi è un mercato ancora in erba - almeno in Italia - che giova di tutti i benefici della massificazione, fra cui l'incremento dei canali distributivi, l'ampliamento dell'offerta e un pubblico sempre più interessato all'argomento. Anche perchè rispetto alle altre forme di intrattenimento, il videogame offre un rapporto qualità/prezzo favorevole per interattività, intensità e durata dell'esperienza. Da non leggersi "i videogame sono economici", perchè nonostante il fenomeno sia ormai di massa ancora non si parla di un ribasso generale dei prezzi di listino.

domenica, giugno 28, 2009

Recensione/ Superstars V8 Racing

Alla guida di bolidi con motori V8 rigorosamente a trazione posteriore, Superstars V8 Racing segna il ritorno degli sviluppatori italiani alle quattro ruote dopo anni di dedizione alla Superbike

Superstars V8 Racing
Sviluppatore: Milestone
Editore: Black Bean
Distributore: Leader
Genere: Corse
Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PC e Xbox 360)
Titoli correlati: Gran Turismo 5 Prologue (PlayStation 3); GRID (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Race Pro (Xbox 360); SBK 09 (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

Svalvolati on the Road

Lontani dai riflettori di F1 e MotoGP, una nutrita schiera di appassionati trascorre le proprie domeniche con la serie Superstars, dove auto di serie dotate di motori V8 gareggiano su 10 circuiti professionali dislocati per lo più in Italia. Dal Mugello a Vallelunga, passando per Adria, Imola e Monza, team come BMW, Mercedes e Jaguar si danno guerra in gare sensibilmente più brevi - ma meno rigide e più emozionanti - delle controparti più seguite. Lo stesso spirito si può ritrovare in Superstars V8 Racing, con cui Milestone torna al genere automobilistico dopo i fasti registrati con la serie SBK.


Rispondono all'appello tutti i team, i piloti e i costruttori della realtà, impegnati nel campionato o nel Weekend di Gara. Entrambe le modalità propongono due sessioni di prove libere, una di qualifica e la gara vera e propriacontro 18 avversari. La struttura ammicca alla simulazione, così come le numerose opzioni di personalizzazione dell'assetto, del cambio e della coppia, tanto per citarne alcuni, e l'assistenza alla guida. Ma tale desiderio di realismo non trova sufficienti riscontri sul tracciato: i bolidi V8 sembrano quasi scivolare sul percorso senza un adeguato motore fisico che evidenzi il lavoro delle sospensioni e la tenuta delle gomme. Giocato con tutti gli assist attivi l'esperienza di guida è tutto sommato piacevole e accessibile, ma quando ci si libera dei vincoli emergono tutte le lacune. Approssimativo per la simulazione, troppo elaborato per l'arcade, Superstars V8 Racing finisce nella pericolosa terra di nessuno in cui rischia di perdere l'identità.

Sono purtroppo troppi gli elementi che lasciano a desiderare, dai danni fisici pressoché assenti - anche se vi sono le opzioni di realismo per il consumo delle gomme, danni allo sterzo e al motore - alla mancanza della visuale interna, che in titoli del genere migliora l'immedesimazione in gara. Il gioco presenta anche un sistema climatico reale che, però, non prevede vie di mezzo fra sole e pioggia. Si salva la combattiva intelligenza artificiale, che risponde bene al comportamento del giocatore in pista pur procedendo un po' troppo in blocco sulla propria traiettoria. Da dimenticare, invece, la disparità di massa fra la propria vettura e le avversarie: nemmeno un incidente frontale le sposta dal binario, mentre è sufficiente una collisione laterale per trovarsi in testacoda.
Superstars V8 Racing raggiunge comunque la piena la sufficienza in virtù dell'accessibilità del sistema di guida, ma difficilmente potrà conquistare i cuori degli appassionati. La modalità "Licenze Superstars" con ben 15 sfide aggiuntive e quella online con 12 giocatori incrementano l'interesse per un titolo che, anche sotto il profilo tecnico, non si distingue particolarmente (buoni gli effetti audio ma langue l'accompagnamento musicale). A differenza delle versioni PC e Xbox 360, Superstars V8 racing per la console Sony è venduto a prezzo pieno, un deterrente in più a un quadro non certo idilliaco.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: licenza ufficiale Superstars; circuiti reali; intelligenza artificiale corretta; immediato e veloce
Replay Value: discreto. Modalità multiplayer online standard e sfide interessanti nelle Licenze Superstars
Aspetti Negativi: sensazione di guida né arcade né simulativa; avversari incollati sul binario; versione PS3 a prezzo pieno; comparto audio scarno
In Sintesi:Superstars V8 Racing cattura lo spirito delle competizioni reali ma non approfondisce l'esperienza di gioco. Troppo scialbo per la simulazione, troppo complesso per l'arcade, lascia in generale a bocca asciutta

sabato, giugno 27, 2009

The Screemer Series: un Gamer Violinista

Un violinista appassionato di videogame remixa le sigle dei videogame degli anni '80 con risultati formidabili. E' lo "Screamer", un giapponese che suona con la maschera dell'assassino di Scream. Da vedere.

Il sito semi ufficiale è questo, e consiglio a tutti la performance qui sotto di After Burner II.

giovedì, giugno 25, 2009

Recensione/ Prototype

Una nuova infezione virale si scatena sull'ormai consueto panorama Newyorkese e Alex Mercer ne è direttamente coinvolto. Chi ha detto che essere infetti è sempre un male, se poi si possono spiccare salti chilometrici, sfoderare artigli e spade e mutare in chiunque si "consumi"? Basta non lamentarsi degli effetti collaterali.

Prototype
Sviluppatore: Radical Entertainment
Editore: Activision Blizzard
Distributore: Activision Blizzard
Genere: Azione
Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PC e Xbox 360)
Titoli correlati: inFamous (PlayStation 3); Crackdown (Xbox 360); Spiderman 2 (PlayStation 2)

18 giorni dopo

18 giorni per capire cosa ha trasformato Alex Mercer in un mostro dai poteri inumani; 18 giorni per trovare il responsabile dell'infezione virale dell'intera New York, che si trasforma gradualmente in un inferno di carne morta; 18 giorni per comprendere se esiste una cura per arginare il problema, oppure se non resta altra soluzione che la distruzione della Grande Mela. Sono anche 18 giorni di onnipotenza, durante i quali non esiste né morale né rimorso pur di raggiungere il proprio obiettivo. Come un vampiro, Alex si nutre delle persone che impazzano per le strade assorbendone l'energia e prendendone le sembianze - mimetizzarsi nella folla è un buon escamotage per sfuggire all'esercito - senza ricevere alcuna penalità. Forse è l'atmosfera di delirio generale, oppure il comportamento "robotico" della folla: sta di fatto che l'uso spropositato della violenza non suscita sgomento nè riflessioni in Prototype. Il che lo rende oltremodo appagante nel suo essere sanguinolento a ogni costo, paradigmatico del fine che giustifica i mezzi.



L'azione è protagonista in ogni momento e Alex sfoggia poteri dagli effetti devastanti, potenziabili spendendo i punti esperienza generosamente elargiti durante i combattimenti. Straordinariamente agile, può correre sui muri, arrampicarsi e planare dai grattacieli con gran naturalezza, coadiuvato dal tasto R2 che permette di superare gli ostacoli minori in maniera automatica. Può sembrare riduttivo, ma di fatto semplifica le corse, permette di concentrarsi sui combattimenti e rende l'attraversamento della città più dinamico e cinematografico. Il virus che lo possiede gli conferisce artigli taglienti, una spada, mani pesanti come martelli e tentacoli, ciascuno dei quali è efficace contro particolari tipologie di nemici, biologici o meccanici che siano. Gli attacchi in successione danno origine a combo impressionanti, con la possibilità di dosarne la potenza (a discapito della velocità) tenendo premuto il tasto di attacco.

Le strade di New York divengono scenari di guerra che brulicano di persone in preda al panico, dove dominano esplosioni, fumo e una serie sconfinata di avversari di cui disfarsi, mostri, elicotteri e carri armati compresi. Ma a dominare l'azione è anche la confusione, insostenibile in taluni frangenti, che sovrappone la frustrazione all'entusiasmo distruttivo, contro cui nemmeno i super-poteri di Alex possono competere. La difficoltà non è elevata in generale, ma l'ostinazione e la costanza con cui Prototype mette a dura prova il giocatore - dalla pioggia di missili agli insopportabili "Cacciatori" mutanti - ha del diabolico. Da punto di forza a punto debole, l'azione sfrenata fornisce appagamento e disappunto allo stesso tempo.

Non che Alex non abbia le carte per sopravvivere a qualunque situazione. Oltre all'uso della forza bruta e dei potenti attacchi "distruttori", non sono rari i casi in cui deve agire furtivamente. Assorbire gli essere umani diviene una pratica che va oltre il semplice recupero dell'energia. Si acquisiscono le sembianze ma anche i ricordi che, come tasselli di un puzzle, compongono l'intricata vicenda che grava sulle spalle del protagonista. Il susseguirsi di flashback abilmente montati con frenetiche schegge di memoria riprende la cinematografia thriller e horror moderna, soprattutto grazie all'uso di fotogrammi statici corredati da disturbi video e audio che simulano disturbi mentali. Quel che manca è forse una migliore integrazione fra le missioni, le scene di intermezzo e la parte di esplorazione, talvolta incollate malamente.


Prototype offre un divertimento quasi viscerale da cui è difficile distogliere lo sguardo, supportato da colpi di scena formidabili centellinati durante la decina di ore che separano dalla verità. La noia trova poco spazio fra le missioni principali e secondarie, anche grazie alla gustosa combinazione di azione e furtività. E' un piacere infiltrarsi nelle basi militari e prendere il controllo dei mezzi da combattimento o, una volta acquisita l'abilità specifica, accusare un innocente di essere il portatore del virus, distogliendo l'attenzione dal proprio operato. Se i nemici non soffrissero di amnesia così frequentemente, la componente furtiva sarebbe davvero eccellente, ma anche ai livelli attuali garantisce una flessibilità ottimale nel gameplay, dando respiro dopo una lunga fuga a perdifiato da un capo all'altro della città.

E' ravvisabile una ripetitività latente negli obiettivi assegnati, ma l'azione non ne risente granchè e resta sempre su alti livelli. In particolare, side-quest come la ricerca e l'assorbimento di personaggi specifici per svelare la rete degli intrighi e i dettagli nascosti dell'intera situazione sfruttano a dovere le peculiarità di Alex, altrimenti coinvolto nelle solite sfide a tempo o di ricerca delle sfere nascoste ormai onnipresenti. Sono proprio le fasi di esplorazione a mettere a nudo qualche lacuna tecnica di Prototype, il cui orizzonte ampio si presenta spoglio di dettagli che appaiono con un effetto di dissolvenza a poche decine di metri. Sarebbe un titolo altrimenti eccellente non tanto per qualità dei singoli modelli poligonali, quanto per la superba messinscena di una New York sull'orlo del collasso. La visuale a medio e corto raggio può vantarsi di centinaia di personaggi su schermo, effetti particellari e un dettaglio grafico più che discreto, sotto l'occhio vigile del solido motore grafico. Doppiaggio in inglese di buona fattura e musiche d'atmosfera - alcune efficaci, altre meno - chiudono il sipario su un titolo tecnicamente più che piacevole.


Radical Entertainment ha colpito nel segno focalizzando l'attenzione sulla pura azione distruttiva e sull'accattivante anti-eroe. Sotto questo aspetto, Prototype è differente pur affidandosi a una struttura di gioco ormai inflazionata. Offre un divertimento genuino nella suo crudo nichilismo, quel genere di divertimento surreale che può anche permettersi di beffeggiare il moralismo. Riesce nell'intento di gettare il panico su un'intera città e, purtroppo, anche sul giocatore: questo è l'unica cosa che ci sentiamo davvero di rimproverargli.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: correre e arrampicarsi per New York è una favola; ottima narrazione a flashback; azione non-stop appagante; ampia scelta di poteri e abilità; camuffamenti e furtività
Replay Value: discreto. Molteplici missioni secondarie, ma la qualità non è sempre all'altezza
Aspetti Negativi: confusionario; nemici con la memoria corta; fenomeni di fade-in sorvolando la città; cut-scene e missioni non perfettamente integrate con la modalità libera
In Sintesi: Prototype colpisce per l'azione distruttiva e senza remore che rende il giocatore giudice insindacabile delle (finte) vite altrui, un essere onnipotente che soffre unicamente della confusione che scatena per le strade di New York

domenica, giugno 21, 2009

Halo 3: ODST a Prezzo Ridotto

Microsoft ha ufficializzato il prezzo di lancio di Halo 3: ODST - Truppe d'Assalto Orbitali - per il mercato italiano: 49,99 Euro. Si chiudono qui le polemiche che erano sorte quando, durante l'E3, l'azienda di Redmond aveva affermato che il nuovo spin off sarebbe stato venduto a prezzo pieno. L'ufficio stampa italiano di Microsoft sottolinea che il prezzo potrebbe variare a seconda della Nazione di distribuzione.

Halo 3: ODST sarà in vendita dal 22 settembre e includerà una nuova campagna da giocare in 4 in modalità cooperativa, tutte le mappe multiplayer per Halo 3 e l'accesso alla beta di Halo: Reach, il segretissimo titolo di Bungie svelato allo scorso E3. E' prevista anche una versione limitata del gioco che include un controller inciso con il laser al prezzo di 79,99 Euro.

Recensione/ Ultimate Ninja 4: Naruto Shippuden

Prosegue la saga videoludica dedicata a uno dei più famosi manga attualmente in pubblicazione. A due anni dalla prima serie, Naruto torna cresciuto e più potente, pronto ad affrontare una nuova modalità RPG

Ultimate Ninja 4: Naruto Shippuden
Sviluppatore: CyberConnect2
Editore: Atari
Distributore: Atari
Genere: Picchiaduro/Azione
Piattaforma: PlayStation 2
Titoli correlati: Naruto: Ultimate Ninja 3 (PlayStation 2), Dragon Ball Z Budokai 3 (PlayStation 2), Naruto: Rise of a Ninja (Xbox 360), Naruto: Ultimate Ninja Storm (PlayStation 3)

Le cronache dell’uragano

Al pari del manga e della serie televisiva, anche per il videogame è giunta l’ora di affrontare le avventure del Naruto più adulto protagonista della serie Shippuden. Sebbene vi siano gli elementi per garantire a Ultimate Ninja 4 uno spessore maggiore rispetto ai predecessori, il potenziale viene affossato da una modalità RPG blanda e poco ispirata. Oltre ai canonici scontri uno contro uno a cui la serie ci ha abituati, la modalità Master introduce il concetto di picchiaduro a scorrimento con fasi di esplorazione libera.



Se da un certo punto di vista tale soluzione aiuta ad approfondire gli avvenimenti trattati nella saga – sono coperti anche gli inediti due anni e mezzo di allenamenti con Jiraiya – dall’altro la ripetitività dello schema di gioco è per niente incentivante. A partire dalle ambientazioni brulle e scialbe – non si parla solo di grafica, ma di design e immaginazione – fino alle povere sezioni di platform, l’esplorazione di foreste, deserti e caverne lascia parecchio a desiderare. Non aiuta il sistema di combattimento, relegato alla sola pressione di un tasto con cui avere ragione di tutti i nemici sullo schermo.


L’unica utilità della modalità Master risiede nella possibilità di sbloccare scene e personaggi da usare nella ben più valida modalità Hero o in quella libera, in cui torna la giocabilità degli episodi precedenti grazie ad adrenalinici combattimenti uno contro uno. Sviluppati su due piani in cui muoversi liberamente, i match sono caratterizzati da scambi veloci e da colpi speciali che ben riproducono lo spirito del manga e del cartone animato. Gli appassionati potranno sbizzarrirsi con ben 52 personaggi da padroneggiare che spaziano fra la prima e la seconda serie, tutti ottimamente realizzati in cel shading. Quel che manca agli scontri è la tecnica, in quanto la semplicità con cui si eseguono le mosse speciali lo rende sì più accessibile, ma anche meno adatto a chi è abituato alla maggiore complessità dei videogame ispirati a Dragon Ball Z.


Fatta eccezione per la modalità Master, Ultimate Ninja 4 non è un titolo da dimenticare, ma nemmeno offre contenuti che giustifichino l’acquisto per chi già possiede il terzo episodio, sempre per PlayStation 2. Soffre anche del peso dell’età, in quanto arriva in occidente a ben due anni dall’effettiva commercializzazione in Giappone, un fattore che lo mette ancora più in svantaggio se si considerano i miglioramenti raggiunti con la più recente versione per PlayStation 3.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: 52 personaggi; sistema di gioco veloce e semplice; protagonisti ben realizzati
Replay Value: discreto. Se si vogliono sbloccare tutti i bonus occorrono numerose ore di gioco
Aspetti Negativi: modalità Master blanda e ripetitiva; scontri in versus poco tecnici
In Sintesi: Ultimate Ninja 4: Naruto Shippuden delude chi è in cerca di un episodio più adulto nei contenuti oltre che nell’età dei protagonisti in gioco e potrebbe essere consigliato ai soli sfegatati della serie televisiva

domenica, giugno 07, 2009

Recensione/ The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Dopo il successo di critica del 2004, Starbreeze pubblica un nuovo episodio della saga di Riddick che precede le pellicole. Tanta azione, furtiva e non, costruita sulle ottime basi del predecessore, anch'esso incluso nel pacchetto

The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena
Sviluppatore: Starbreeze
Editore: Atari
Distributore: Atari
Genere: Azione/Sparatutto
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Splinter Cell Double Agent (PC, Playstation 3, Xbox 360, Wii); Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (PlayStation 3)

In a blink of an eye, a riot broke out

In un mondo che mette in dubbio la moralità, dove i carcerieri non sono migliori dei detenuti, il buio non fa paura. Anzi, diviene il migliore alleato per distribuire sentenze di morte. Riddick si muove sicuro nell'oscurità - gli occhi capaci di vedere quasi fosse giorno - più di quanto faccia alla luce: seppur coriaceo, è un uomo e i proiettili sono letali. E quando il buio non c'è, lo crea rompendo le fonti di luce, strisciando nei condotti di ventilazione o attendendo dietro l'angolo il momento propizio per l'azione. E' letale nel corpo a corpo ma non disdegna l'uso di armi da fuoco o da mischia ed è sarcastico, minimalisticamente realista, un freddo calcolatore.

Il ritratto di Riddick mostra un antieroe dalla morale controversa ma solida, che disprezza i soppressori e rispetta l'austerità della morte. "I morti dovrebbero restare tali", afferma il cupo protagonista sulla Dark Athena, mentre assiste alla zombificazione dei prigionieri da parte della malvagia Revas. Col volto granitico di Vin Diesel, l'eterno fuggiasco è senza dubbio uno dei migliori protagonisti visti in un videogame, dalla personalità intrigante e coinvolgente che trasforma ogni breve dialogo in una massima noir. Riddickè il predatore perfetto per il lugubre mondo in cui vive, sia esso il carcere di massima sicurezza Butcher Bay o la nave dei pirati spaziali Dark Athena. In fondo, si tratta solo di passare da una priglione all'altra e di fuggire per l'ennesima volta.
Protagonista e atmosfera sono i maggiori responsabili del coinvolgimento in The Chronicles of Riddick, dando vita a un pacchetto di valore che trova nel remake del titolo del 2004 - Escape from Butcher Bay - e nell'espansione Assault on Dark Athena una nuova occasione per fare colpo sul grande pubblico. E lo merita davvero: merita i riflettori dei titoli blasonati, l'entusiasmo della critica e i favori dei videogiocatori grazie al gameplay rifinito fatto da stealth e azione pura, alla narrazione cinematografica e alla sensazione profonda di vestire i panni di Riddick tramite le numerose side quest a disposizione. Si è confinati in ambienti stretti e si torna spesso sui propri passi, questo è vero, ma il tutto segue un flusso coerente con gli obiettivi, mai forzati o insensati. Tanto secco nei dialoghi, tanto essenziale nelle situazioni di gioco: le stanze da ripulire costituiscono un costante test della propria abilità di strisciare alle spalle degli avversari evitando di finire sotto il fuoco diretto.
Sebbene meno incisivo del capostipite, Assault on Dark Athena reincarna al meglio il gameplay fatto di furtività e azione in prima persona, dove la prima è dominante senza asfissiare. Sicuramente l'aspetto cinematografico costituisce il quantum leap rispetto al predecessore e trova nelle interpretazioni dei personaggi una verosimiglianza impressonante. La nave pirata capitanata dalla malvagia Revas e il pianeta Aguerra Prime si prestano bene alle gesta di Riddick e offrono una buona varietà di situazioni di gioco - siano esse sezioni di esplorazione, combattimenti, ma anche controllo remoto di altri droni - che lasciano ben poco spazio alla noia. Fra i miglioramenti si nota una migliore gestione dei checkpoint e della difficoltà, per evitare le sezioni frustranti del primo episodio, oltre al ritmo più deciso. Ma la seconda parte del gioco procede con stanchezza senza mostrare grandi novità e Riddick stesso non è memorabile come in passato.

Escape from Butcher Bay rimane ancora irraggiungibile grazie all'articolazione delle sequenze di gioco e alla trama ben più approfondita, che rende quella di Dark Athena - nonostante sia ben narrata - solo accessoria allo sviluppo del nuovo gioco. La modalità Pitch Black - un giocatore contro tutti - spicca dalla componente multiplayer ed è anche l'unica in grado di sfruttare le peculiarità furtive dell'esperienza in singolo, oltre che reincarnare a dovere lo spirito del primo film. Le altre opzioni online si attestano su livelli discreti senza particolari note di merito.
In ogni caso, entrambi i capitoli creati da Starbreeze incollano il giocatore allo schermo grazie al gameplay che per nulla ha risentito del peso degli anni. Si possono rimproverare solo alcune carenze nell'intelligenza artificiale quando, soprattutto al buio, non sembra accorgersi dei decessi avvenuti a pochi metri in maniera non propriamente silenziosa e un procedere a volte un po' troppo per tentativi. Il restyle grafico, il nuovo accompagnamento sonoro e l'inclusione dei livelli al tempo esclusivi per PC rendono attuale Escape from Butcher Bay anche per i vecchi conoscenti, fermo restando che tutti dovrebbero trascorrere un po' di tempo con Riddick, se non altro per essere testimoni della sua nera saggezza.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: uno dei migliori personaggi videoludici di sempre; atmosfera eccellente; ottimo uso di ombreggiature ed effetti luce; gameplay accattivante
Replay Value: discreto. Modalità online "Pitch Black" interessante, le altre non offrono nulla di nuovo
Aspetti Negativi: sistema di checkpoint discutibile; picchi di difficoltà inaspettati; qualche problema di stupidità artificiale
In Sintesi: Che sia il remake di Escape from Butcher Bay o l'espansione Assault on Dark Athena, The Chronicles of Riddick offre un'esperienza di gioco dall'indubbio valore da cui tutte le licenze cinematografiche dovrebbero prendere esempio

sabato, giugno 06, 2009

E3 '09/ Video di Split/Second

Dai creatori di Pure, un nuovo titolo di corse arcade di cui si sente la mancanza. Le gare sono su cisrcuito chiuso (evviva!) e succede di tutto, da aerei che si schiantano al suolo a ponti e palazzi che si sgretolano. La realizzazione sembra promettere molto bene e spicca l'assenza completa dell'HUD per una corsa tutta effetti e pochi fronzoli.

Split/Second è previsto per l'inizio del 2010 su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Gamersyde ha pubblicato un video che consiglio a tutti.

lunedì, giugno 01, 2009

Il Virus Facebook anche su Xbox 360

Alla conferenza di apertura dell'E3, Microsoft ha appena annunciato una partnership con Facebook per accedere al famoso social network anche da Xbox 360. Si potranno vedere gli amici online su Facebook e il loro stato direttamente dalla dashboard della propria console. Sarà inoltre possibile caricare foto tramite Xbox 360 e, a partire da Tiger Woods PGA Tour 10, si potranno inviare screenshot delle partite sul proprio profilo.

Oltre a Facebook, anche Twitter farà il suo ingresso su Xbox 360.

Siamo nell'anno del social network, ce lo sentiamo ripetere ogni giorno da tutti i giornali. E' come un virus, che ora si appresta a infettare anche il mondo videoludico. Mi piace andare contro corrente: ce n'era veramente bisogno?