mercoledì, giugno 30, 2010

Gratis Due Copie di Street Fighter IV

Per la precisione, una copia di Street Fighter IV e una di Super Street Fighter IV, entrambe gratis: avete letto bene. Chi arriva per primo si può aggiudicare il pacchetto completo del picchiaduro più in voga dell'ultimo anno!

Però (eh sì, c'è sempre un "però"!), non c'è la confezione. Solo i dischi. E non sarà facile andarli a prendere, perchè si trovano su un tetto: gli evidenti sbilanciamenti delle modalità online gli sono costati un lancio fuori dalla finestra che ha superato la bellezza di 46 metri di distanza. Sempre meglio che un pad contro il televisore.

In ogni caso, chi volesse cimentarsi nella caccia al tesoro può trovare le indicazioni su Google Maps. E che si sbrighi, si sa che le interperie e l'esposizione al diretta al sole nuocciono gravemente alla salute del DVD. Buona caccia!

Recensione/ Transformers: La Battaglia per Cybertron

Tornano i robot di Hasbro in un prequel che racconta la lotta fra Decepticons e Autobots per il controllo del pianeta natale, Cybertron. Riuscirà a sfondare anche senza il traino di un nuovo episodio diretto da Michael Bay?

Transformers: La Battaglia per Cybertron
Sviluppatore: High Moon Studios
Editore: Activision
Distributore: Activision
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Transformers: la Vendetta del Caduto (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Iron Man 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360, Wii); Gears of War 2 (Xbox 360); Lost Planet 2 (PlayStation 3, Xbox 360)

Inossidabile

Lontani dalla Terra, ma anche da Shia LaBeouf e Megan Fox, i Transformers trovano la loro vera dimensione videoludica in nuovo sparatutto in terza persona dalle caratteristiche notevoli. Cybertron, il pianeta natale dei robot, diviene l'oggetto della contesa fra le due fazioni in gioco in un prequel che racconta l'ascesa di Megatron e dei Decepticons e la resistenza degli Autobots. Organizzata come di consueto sui due fronti, la campagna principale raccoglie 10 missioni giocabili sia in singolo, sia in cooperativa online con l'aiuto di due giocatori (sostituiti eventualmente dalla buona intelligenza artificiale). Con la possibilità di entrare in partita in qualsiasi momento, il titolo di High Moon Studios si dimostra all'altezza del compito, proponendo situazioni magari un po' ripetitive a lungo andare, ma intriganti e giocabili, dove il coordinamento delle azioni con gli altri giocatori fornisce molte soddisfazioni.


I livelli sono rappresentativi di un pianeta robotico degno dei Transformers: tutto di metallo, con piattaforme che mutano a seconda delle situazioni accompagnate dall'immancabile suono metallico, è il risultato di un valido studio del materiale originale che coinvolgerà gli appassionati. Seppur lineare, il percorso si rivela piuttosto vario e soprattutto longevo, con missioni che superano abbondantemente un'ora di gioco. Prendendo spunto da capisaldi del genere come Gears of War, ciascun Transformer può portare un paio di armi e granate, oltre che disporre della trasformazione in veicolo o velivolo per incrementare potenza di fuoco e agilità. Fortunatamente, le trasformazioni si rivelano molto utili in più situazioni e soprattutto godono di controlli altrettanto precisi e funzionali (a differenza de La Vendetta del Caduto). Purtroppo la selezione dei robot è limitata a tre personaggi predefiniti a seconda del livello per sottostare alla coerenza narrativa: usare i velivoli in sole due missioni appare alquanto riduttivo. Nonostante le ambientazioni offrano molteplici opportunità per ripararsi dal fuoco nemico, stupisce inoltre la totale assenza di un sistema di coperture.


Vicenda interessante, personaggi ben riprodotti e meccanica di gioco immediata costituiscono ulteriori punti di forza della campagna, che offre una sfida piuttosto elevata. Parte della difficoltà è dovuta alla mancanza cronica di munizioni e all'impossibilità di raccogliere le armi nemiche, oltre che dal sistema di checkpoint che non rigenera completamente la propria energia. La cura della componente online è evidente anche dalla ricca dotazione di modalità competitive e dalla presenza della modalità "Escalation", riuscita rivisitazione dell'Orda di Gears of War a quattro giocatori. Con l'Energon guadagnato uccidendo i nemici si può accedere al negozio dove acquistare nuove armi - per sè o per i compagni - munizioni o energia, rendendo le sessioni di gioco avvincenti.


La componente multiplayer competitiva trasporta su Cybertron canoniche opzioni quali il dominio del territorio e deathmatch, con tanto di personalizzazione del proprio armamentario, scelta della classe del personaggio e assegnazione di punti esperienza che aprono la strada per cinque slot di abilità. Ingredienti che possono portare a match interessanti dove un team specializzato con tanto di medico e artiglieria ha sicuramente la meglio su chi attacca a testa bassa. Le arene però cadono presto nel caos ed emerge uno sbilanciamento eccessivo nella potenza di alcune armi, vanificando le speranze tattiche del team. Visto il lavoro appassionato di High Moon Studios per produrre un titolo di qualità, ci aspettiamo una patch per sanare queste piccole magagne.


In definitiva, Transformers: La Battaglia Cybertron rappresenta un deciso passo avanti per la saga, che finalmente riesce a offrire un'esperienza di gioco piacevole, versatile e variegata non solo per l'elite degli appassionati.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: campagna longeva; modalità co-op a 3 giocatori; sessioni Escalation a 4 giocatori; multiplayer competitivo
Replay Value: buono. Online può dare molte soddisfazioni
Aspetti Negativi: meccanica di coperture assente; scontri online non sempre bilanciati; può divenire ripetitivo
In Sintesi: divertente, longevo e completo, Transformers: La Battaglia per Cybertron dimostra ancora una volta come una licenza dovrebbe essere sfruttata per appassionare non solo i fan della serie, ma i videogiocatori in generale

domenica, giugno 27, 2010

Recensione/ Iron Man 2

Il primo episodio è stato uno sfascio ma Sega non demorde e lancia il corrispettivo videoludico del nuovo blockbuster cinematografico. Riuscirà il fascino di ferro di Robert Downey Jr. a rendere altrettanto bene in versione poligonale?

Iron Man 2
Sviluppatore: Sega Studios San Francisco
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC, PlayStation 3, Wii, PlayStation Portable, Nintendo DS)
Titoli correlati: Marvel: La Grande Alleanza 2 (PlayStation 3, Xbox 360); X-Men le Origini: Wolverine (PlayStation 3, Xbox 360); Batman Arkham Asylum (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

Ferro battuto

Il fatto che lo studio interno di Sega responsabile per lo sviluppo di Iron Man 2 sia stato chiuso un paio di settimane prima del lancio dello stesso è sintomatico. Probabilmente in casa Sega erano già consci della qualità del prodotto e hanno così messo la parola fine prima di procurare danni ad altri franchise. Perchè Iron Man 2 è davvero insulso, retrogrado e inutile. Insulso, a causa del gameplay così ripetitivo che permette di completare il gioco premendo continuamente gli stessi tre tasti - arma di sinistra, arma di destra e contrattacco - con l'unica attenzione di bloccare la mira sul prossimo bersaglio. Retrogrado, visto che dal punto di vista tecnico non va al di là della generazione passata, portandosi appresso problemi di definizione, pop-up, fluidità e pure un doppiaggio italiano pessimo e fuori sincrono. Inutile, perchè nonostante quanto affermi il retro della copertina, aggiunge veramente poco alla vicenda di Iron Man e poco ci azzecca con il film al cinema.


Insomma, un fallimento sotto tutti i punti di vista. Poco accattivante nonostante il sistema di upgrade, complesso e poco chiaro, e le varie armature selezionabili fin dal principio. La possibilità di utilizzare War Machine aggiunge ben poco alla già scialba azione di gioco, la cui massima varietà contempla missioni di volo, di scorta e combattimenti contro boss di fine livello. Almeno, è un supplizio a breve termine: in meno di 4 ore si arriva alla parola fine e questo sì che è un punto positivo.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: si completa in meno di quattro ore
Replay Value: pessimo. Alcuni obiettivi richiedono passate di gioco multiple, ma non ne vale la pena
Aspetti Negativi: ripetitivo fin dai primi minuti; meccanica di gioco scialba; realizzazione tecnica blanda
In Sintesi: Iron Man 2 è una delusione completa, capace di fregiarsi solo del nome di richiamo che porta

Recensione/ Lost Planet 2

Quando il produttore di Capcom Jun Takeuchi annunciò che Lost Planet 2 sarebbe stato differente dal capositipite, in pochi immaginavano un cambiamento così radicale. Sarà valsa la pena?

Lost Planet 2
Sviluppatore: Capcom
Editore: Capcom
Distributore: Halifax
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Lost Planet: Extreme Conditions (PlayStation 3, Xbox 360); Gears of War 2 (Xbox 360); Left for Dead 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Battlefield: Bad Company 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

Disperso

Con la voglia di attrarre il sempre più ambito pubblico occidentale - strategia comune per i titoli Capcom del 2010, ma senza i frutti sperati - Lost planet 2 sposta il mirino sull'azione online cooperativa fino a quattro giocatori, in cui il coordinamento delle attività diviene croce e delizia dell'esperienza di gioco. I giganteschi mostri che vivono sul pianeta E.D.N. III - ora privo di ghiaccio e ricco di vegetazione e colonie - farebbero impallidire le produzioni Hollywoodiane tanto sono spettacolari e distruttivi, rendendo ancor più appagante il lavoro necessario per abbatterli combattendo su più fronti, l'obiettivo principale evidenziato dai canonici punti luminescenti. Mentre un giocatore si dedica all'attacco diretto un altro lo sorprende alle spalle, un terzo si preoccupa di conquistare il Data Post (il punto di respawn comune) e l'ultimo di recuperare una potente Vital Suit. I momenti migliori di Lost Planet 2 sintetizzano le ambizioni del produttore Jun Takeuchi: un'adrenalinica lotta all'ultimo sangue contro nemici apparentemente impossibili in cui ciascuno dei combattenti ha un ruolo determinante.


Senza ruoli nè coordinamento, purtroppo, il sontuoso castello di cristallo si infrange in schegge di frustrazione e rimpianto per il capolavoro mancato. Accade più spesso di quanto si possa sperare senza il team affiatato in rete; succede sempre nella campagna in singolo, in cui i tre personaggi controllati dalla CPU sono letteralmente incapaci di badare a loro stessi, senza la pretesa che riescano a costruire una strategia sulla base delle mosse del giocatore. Con una vicenda incoerente e senza personalità e una difficoltà artificiosamente alta a causa dei checkpoint malamente distribuiti, l'esperienza di Lost Planet 2 raggiunge dei picchi negativi inattesi. E' bene essere consci del fatto che per assaporare Lost Planet 2 bisogna essere online, possibilmente con un gruppo di amici decisi a collaborare e dotati di cuffie. Oppure gettarsi a capofitto nella modalità competitiva fino a 16 giocatori.


In questo caso, l'assenza di un'eroe carismatico e di una vicenda di senso compiuto perde importanza. Invece, la personalizzazione estetica del personaggio, la folta selezione di armi, di stemmi e di nomignoli - tutto legato all'accumulo di esperienza - divengono dei validi incentivi per progredire nell'avventura, avanzando in livelli di ampio respiro dalle ambientazioni più disparate. Passando dal deserto alle basi spaziali a bassa gravità, Lost Planet 2 mostra la sua creatività eclettica che tenta di coprire il maggior numero di situazioni possibile. Vi sono alti e bassi anche in questo caso, in primis la frammentazione dei 6 livelli proposti o l'eccessiva claustrofobia di una sezione su un treno, ma nel complesso tiene a bada deja vù per tutte le otto ore di gioco.


Visti gli stravolgimenti rispetto al capostipite, di cui Lost Planet 2 risulta essere solo un parente alla lontana, delude che il sistema di controllo sia stato ulteriormente complicato con soluzioni a volte contro-intuitive e incapaci di stare al passo con quelli tradizionali degli sparatutto in terza persona. Poco è stato fatto anche sul versante dei movimenti e dell'uso del rampino, ancora impossibile da lanciare a mezz'aria, e il tempo di recupero da un'esplosione è ancora troppo elevato. L'impossibilità di mettere in pausa l'azione, nemmeno in single player, costituisce una scelta bizzarra, così come l'impossibilità di unirsi a una partita online prima che si raggiunga il checkpoint, che spesso si trova a decine di minuti di distanza.


Come se per ciascun punto di forza ve ne fossero altrettanti di debolezza, il nuovo lavoro Capcom si allontana dai fedelissimi del primo episodio - considerato una gemma di design e atmosfera - e non riesce a catturare i novizi. Un titolo controverso, capace di eccitare per la scala di alcuni combattimenti per poi finire nella mediocrità durante gli scontri contro gli avversari convenzionali senza offrire vie di mezzo. L'esperienza multiplayer racchiude la vera anima di Lost Planet 2 e costituisce, in ultimo, la sua ancora di salvezza.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: realizzazione tecnica d'impatto; mostri immensi; azione cooperativa a quattro giocatori
Replay Value: buono. Co-op e multiplayer online costituiscono il cuore del gioco
Aspetti Negativi: intelligenza artificiale dei compagni inesistente in singolo; sistema di controllo retrogrado; checkpoint rari; evidenti effetti di tearing
In Sintesi: Lost Planet 2 acquista valore in compagnia, ma ciò non giustifica completamente la triste riuscita del single player

mercoledì, giugno 23, 2010

Avalanche Studios Ringrazia i Fan con il Tuk Tuk Boom Boom

Il team Avalanche Studios è fiero della community di Just Cause 2 e ha deciso di fargli un regalo di ringraziamento: da oggi è disponibile per il download gratuito il nuovissimo Tuk Tuk Boom Boom, un risciò motorizzato dotato di un'arma di distruzione di massa sul tettuccio, scudo rinforzato con un multistrato in fibra composita e un parabrezza blindato in policarbonato laminato.


Il Tuk Tuk Boom Boom può essere scaricato come di consueto da Xbox Live Marketplace, PlayStation Network e Steam. Sempre in forma gratuita, è possibile ora scaricare tutti gli oggetti che prima disponibili solo durante il pre ordine.

Just Cause 2 ci ha stupiti per la sua versatilità e il divertimento genuino dato dalle innumerevoli attività da svolgere sull'isola di Panau.

Crazy Taxi e Sonic Adventure, Delusioni in Arrivo

Per ogni momento di entusiasmo ce n'è uno di delusione quando si parla di Sega. Le conversioni per Xbox Live Arcade e PlayStation Network non saranno tutte gioie, a quanto pare. I primi due titoli in arrivo quest'autunno, Crazy Taxi e Sonic Adventure, non godranno infatti dei miglioramenti che gli appassionati si attendevano.

Sonic Adventure girerà in 4:3 con due ampie bande blu laterali, non proprio l'ottimizzazione promessa in partenza. E Crazy Taxi, per problemi di diritti d'autore, non conterrà la colonna sonora originale. Verrà rimpiazzata da musiche simili che, a mio avviso, non faranno altro che far rimpiangere i vecchi tempi. Mancherà anche Pizza Hut, sempre per problemi di accordi commerciali.

Meno male che il Dreamcast è sempre collegato, anche se giocare a queste due pietre miliari con un pad migliore è troppo allettante.

Recensione/ Alpha Protocol

Vestire i panni dell'agente segreto è affascinante ma al tempo stesso scomodo. Il nuovo titolo di Obsidian Entertainment riesce bene a rendere entrambe le sensazioni, ma sarà davvero un pregio?

Alpha Protocol
Sviluppatore: Obsidian Entertainment
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: RPG/Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Mass Effect 2 (PC, Xbox 360); The Bourne Conspiracy (PlayStation 3, Xbox 360); Splinter Cell: Conviction (PC, Xbox 360)

Omega Man

RPG di spionaggio fortemente orientato all'azione, Alpha Protocol non ha avuto vita facile prima di giungere sugli scaffali e il prodotto finale tradisce il travaglio in più occasioni. Le fondamenta sono quelle di un ottimo gioco di ruolo sulla falsariga dei capolavori BioWare - di cui Obsidian Entertainment è spesso stata l'ombra - che sfoggia una storia di cospirazioni e mette il giocatore nei panni di una spia il cui nemico diviene sempre più dubbio a mano a mano che ci si addentra nell'avventura. I dialoghi interattivi costituiscono l'elemento base dell'esperienza di gioco e permettono, tramite un sistema di attitudine, di influenzare i rapporti interpersonali. Non si scelgono le risposte, bensì l'atteggiamento - aggressivo, professionale e sarcastico - per delineare le caratteristiche di Michael Thorton e di conseguenza l'andamento delle conversazioni.


Ciascun interlocutore ha la propria personalità - prontamente descritta nei dossier sbloccabili nel gioco - e, se il comportamento del protagonista gli è congeniale, si comporterà da alleato, fornendo aiuto o bonus aggiuntivi durante le missioni. Compiacere gli avversari mentre si è sotto copertura significa ottenere informazioni preziose per lo svolgimento della missione, ma qualora le cose andassero storte si aggiunge un'azione speciale, fra cui sbarazzarsi del nemico prendendolo di sorpresa. E' un sistema di interazione davvero ben riuscito e appagante, in cui la sensazione di plasmare il personaggio tracciando la propria strada nella trama principale è palpabile. L'unico ostacolo è costituito dal brevissimo tempo in cui bisogna completare le proprie scelte, che spesso è addirittura insufficiente per terminare di leggere la conversazione in atto (il doppiaggio è solo in inglese).


Sempre di scuola BioWare, la personalizzazione degli attributi di Thorton avviene assegnando i punti esperienza alle varie caratteristiche, con tasselli per guadagnare abilità speciali e potenziamenti. Le armi sono altrettanto modificabili acquistando pezzi aggiuntivi sul mercato nero e la mole di informazioni da studiare per acquisire al meglio i dettagli del mondo di Alpha Protocol è ragguardevole. Fatta eccezione per le timide opzioni di customizzazione fisica del personaggio, gli aspetti di gestione non deludono, dando la possibilità di creare la spia perfetta secondo le proprie esigenze di gioco.


Quando si passa all'azione, preponderante in Alpha Protocol, il titolo Obsidian mostra una faccia completamente diversa. Al dettaglio si sostituisce l'approssimazione, all'interesse la frustrazione, che provocano un crollo pressochè irrimediabile delle potenzialità. Che si tratti di sparare, agire furtivamente oppure usare i gadget messi a disposizione dall'agenzia - niente più che varie forme di granate - Alpha Protocol si rivela un mediocre action game. Il sistema di coperture è gestito con pochezza e non permette di ripararsi dietro qualunque superficie; prendere la mira con precisione necessità di rimanere fermi per parecchi secondi e, in ogni caso, le proprie statistiche possono compromettere anche un centro perfetto; i colpi corpo a corpo non seguono il bersaglio finendo spesso nel nulla; l'intelligenza artificiale lacunosa spedisce gli avversari a testa bassa contro il giocatore nonostante siano crivellati di colpi; i minigame per l'hacking di computer o per la disattivazione degli allarmi sono artificialmente difficili a causa dell'orologio fin troppo veloce.


A questo si aggiunge un comparto tecnico nel complesso piacevole, ma afflitto da costanti problemi di apparizioni ritardate delle texture e da una telecamera poco collaborativa che evidenziano un titolo buttato a forza sugli scaffali. Una nuova occasione mancata, purtroppo, in quanto la flessibilità e la capacità della struttura narrativa di adattarsi alle scelte del giocatore è notevole. La trama si evolve sempre nella stessa direzione, ma i dialoghi tengono conto delle azioni pregresse, dei personaggi morti e degli atteggiamenti come raramente si è visto in un videogame. Peccato che il tutto sia affossato da una meccanica di gioco problematica che impedisce al lavoro di Obsidian di andare oltre la sufficienza.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: dialoghi interattivi con effetti tangibili sulle relazioni interpersonali; azione, furtività e tecnologia; vicenda intrigante; personalizzazione
Replay Value: buono. Meriterebbe di essere giocato più volte per verificare l'effetto del proprio comportamento in gioco
Aspetti Negativi: azione poco fluida e intuitiva; intelligenza artificiale lacunosa; troppo poco tempo per reagire ai dialoghi e ai minigiochi; realizzazione tecnica non sempre all'altezza
In Sintesi: a causa dei numerosi problemi di giocabilità, Alpha Protocol funziona più sulla carta che col pad alla mano. Un'occasione mancata

domenica, giugno 20, 2010

Recensione/ Backbreaker

NaturalMotion prova a combattere lo strapotere di Electronic Arts e il suo Madden con una maggior focalizzazione sull'azione e sulla personalizzazione. Chi vincerà fra Davide e Golia?

Backbreaker
Sviluppatore: NaturalMotion Ltd.
Editore: 505 Games
Distributore: Halifax
Genere: Sportivo
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Madden NFL 10 (PC, PlayStation 3, Xbox 360, Wii, PlayStation 2); All-Pro Football 2K8 (PlayStation 3, Xbox 360)

Spaccaossa

Il franchise di Electronic Arts, dopo essersi accaparrato l'esclusiva della licenza NFL, ha pressochè fatto piazza pulita della concorrenza, sbaragliando persino l'agguerrita 2K Games con il suo All Pro Football. La nuova sfida al gigante arriva da NaturalMotion che con Backbreaker sceglie un approccio "sul pezzo" con la sua inquadratura ravvicinata tipica dei giochi d'azione. Si perde in visione globale - è più difficile gestire lo spazio della squadra e di conseguenza i passaggi - ma le giocate sono più viscerali e adrenaliniche, trasportando una certa autenticità mancante nelle visuali a volo d'uccello tipiche del genere. In Backbreaker sembra davvero di trovarsi sul campo e di sudare le cosiddette sette camicie in ogni placcaggio, realizzato con tecnica procedurale - e quindi sempre diverso - grazie al nuovo motore fisico Euphoria.



La sperimentazione di Natural Motion per creare qualcosa di unico sul mercato prosegue con il sistema di controllo interamente basato sui movimenti della leva analogica destra, tramite la quale si possono effettuare passaggi, finte, placcaggi, schivate e rotazioni. Purtroppo nel vivo dell'azione si incappa in indesiderate a causa di movimenti imprecisi col pollice o addirittura di errori nell'interpretazione da parte del gioco. Con la pratica il nuovo sistema si rivela più naturale rispetto a quello classico a pulsanti, ma rimane spesso la sensazione che i comandi non vengono sempre eseguiti come era nostra intenzione. Infine, Backbreaker si distingue dalla concorrenza per la totale assenza di commento audio e di statistiche in-game, proprio ad avvalorare l'intenzione di rendere il giocatore parte "giocante" della partita e non un tecnico a bordo campo.


Orfano dei team e giocatori originali, Backbreaker compensa in parte con l'implementazione di un editor di stemmi e divise simile a quello di Forza Motorsport, ma non altrettanto semplice da utilizzare. Manca la possibilità di cambiare divisa e tipo di casco - tutti con una ignota visiera scura - e, nonostante si possano personalizzare i nomi di tutti i giocatori, non si possono riprodurre quelli originali per problemi di copyright (ma con piccoli espedienti il problema è raggirabile) nè portare i propri stemmi nelle partite online. Ciononostante, il sistema di customizzazione offre parecchia carne al fuoco per domare i propri istiniti creativi e donare alle partite un minimo di autenticità in più, creando da zero addirittura tutte e 32 le squadre del campionato.


La vena arcade che pervade l'azione - con tanto di telecamera instabile che accompagna le corse verso i touchdown o i placcaggi - costituisce un incentivo per i neofiti ad approcciare il genere, visto che i veterani e gli amanti della simulazione si scontreranno con alcuni bug piuttosto gravi durante l'azione. Al livello di difficoltà Pro, capita che la propria squadra commetta fallo correndo contro al calciatore in fase di punt, oppure che le tattiche vengano eluse da una semplice corsa verso il fondo del campo avversario senza che gli avversari siano in grado di reagire. Nella modalità carriera infine non c'è un vero senso di progressione e di gestione della squadra, in quanto sono assenti fatica e ferite per i giocatori.


Per familiarizzare con i controlli e con le regole vi è un tutorial organizzato in 25 brevi eventi, mentre gli amanti delle corse a tutto campo potranno divertirsi con la Takle Alley, una sorta di modalità Orda in cui bisogna andare alla meta schivando avversari sempre più agguerriti. Sotto esame tecnico, Backbreaker è piacevole grazie a modelli poligonali ben definiti e animati, le cui azioni sono arricchite da effetti blur per dare una maggiore profondità di campo. Il comparto audio comprende urli e grida basilari cui si aggiunge una musica rockeggiante per sottolineare le giocate principali. Un discreto esordio, quindi, che configura Backbreaker come un'alternativa differente rispetto al caposaldo del genere ma non sempre convincente, soprattutto sotto il profilo simulativo tanto caro agli appassionati.

Raffaele Cinquegrana
Si ringrazia Red Ronin per la collaborazione

Aspetti Positivi: inquadratura sul campo; azione ben rappresentata; personalizzazione dei team; accattivante anche per i neofiti
Replay Value: buono. Modalità online ben realizzate
Aspetti Negativi: problemi nella gestione dei controlli con lo stick destro; visuale d'insieme limitata; alcuni bug nella rilevazione delle infrazioni; intelligenza artificiale non sempre reattiva
In Sintesi: Backbreaker è un esperiemento riuscito sul piano del dinamismo e del divertimento, un po' meno su quello della simulazione

Ice-T in Gears of War 3


E' ufficiale, Ice-T farà parte del cast di Gears of Wars 3 doppiando Griffin, un nuovo personaggio a capo di un gruppo di sopravvissuti che Marcus e Dom incontreranno lungo la via. Salito sul palco durante la presentazione ufficiale, l'O.G. ha ricevuto in omaggio una copia 1:1 del nuovo Lancer.



Ice-T è riconosciuto per la sua passione videoludica e aveva già dato degli indizi circa una sua possibile partecipazione al nuovo Gears of War. Inutile dire che per godersi la performance di Ice-T bisognerà rinunciare alla lingua italiana. Se Griffin sarà uno dei personaggi giocabili in modalità Orda (o nella nuovissima modalità "Bestia") sarà di certo il mio personaggio preferito!

Recensione/ SBK X: Superbike World Championship

Anno dopo anno il titolo di Milestone diviene sempre più complesso e completo, rivaleggiando con la più famosa licenza MotoGP proprio come nella realtà

SBK X: Superbike World Championship
Sviluppatore: Milestone
Editore: Black Bean Games
Distributore: Leader
Genere: Corse/Simulazione
Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PC e Xbox 360)
Titoli correlati: MotoGP 09/10 (PlayStation 3, Xbox 360); Manx TT (Saturn)

Topomoto

Non un semplice revival dell'anno prima, l'edizione 2010 di SBK porta con sè numerose novità e migliorie. L'ossatura principale del gioco è sempre costituita dall'aderenza alla realtà della modalità simulazione, ma a questa si affianca anche una sezione completamente separata dedicata agli amanti della guida arcade. A seconda dell'impostazione scelta, SBK 2010 regala sapori differenti che ben si adeguano alle richieste dei giocatori: profonda e precisa la simulazione, divertente e immediato l'arcade . La carriera, per esempio, si differenzia nella prima per la presenza della sessione pre-gara in cui modificare la moto, testarla sul circuito e ricevere il consiglio dei tecnici del proprio team; nell'arcade, invece, ci si getta subito in pista nei giri finali con l'obiettivo di soddisfare alcuni requisiti prefissati. Due giochi in uno quindi, entrambi validi e con i propri punti di forza.


Gli amanti della simulazione in particolare troveranno in SBK X un gradito ritorno alle origini dopo i passi falsi degli anni passati. I tre livelli di simulazione aprono la via per un'esperienza di guida personalizzata e sfaccettata, in cui il realismo arriva addirittura a considerare i danni alle moto e al pilota stesso, costringendo al ritiro nel caso in cui quest'ultimo si sia rotto qualcosa. Fiore all'occhiello di questa nuova versione è l'evolving track, ovvero la progressiva "gommatura" - o asciugatura in caso di pioggia - della pista nella traiettoria più battuta che permette di ottenere maggiore tenuta e, quindi, risultati migliori in gara. Non solo è un espediente grafico molto ben riuscito, ma anche un requisito indispensabile da considerare per avere la meglio sugli avversari. Anche quest'anno, purtroppo, l'intelligenza artificiale non è particolarmente rifinita e procede in fila senza mostrare eccessiva combattività nei confronti di tutti gli avversari.


Grazie ai numerosi elementi di contorno che arricchiscono l'esperienza simulativa - dalla già citata gestione del team al tunig o, ancora, alla gestione di sponsor - SBK X si rivela adatto a tutti gli appassionati che desiderano in primis sperimentare le potenzialità della propria moto e di curarne tutti i dettagli. Le stesse sensazioni, compresa la possibilità di creare un mini campionato, emergono dalla modalità online fino a 16 giocatori, davvero completa e ben fatta. L'attenzione ai dettagli "dietro le quinte" delle gare non è altrettanto elevato in termini della pura realizzazione tecnica che lascia parecchio a desiderare una volta usciti dalle righe bianche della pista. In definitiva, SBK X è un titolo vivamente consigliato ai centauri digitali che mettono in primo piano la sostanza invece della forma.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: evolving track; aspetti simulativi profondi; ricche modalità di gioco; separazione netta arcade e simulazione
Replay Value: buono. Modalità online a 16 giocatori
Aspetti Negativi: dettagli a bordo pista lacunosi; intelligenza artificiale poco combattiva
In Sintesi: il processo evolutivo della serie raggiunge con SBK X un livello davvero interessante per tutti gli amanti delle simulazioni su due ruote

Recensione/ NatGeo Quiz! Wild Life

La natura diventa protagonista di un nuovo gioco a quiz nato dalla collaborazione dell'italianissima Black Bean Games e il National Geographic, con lo zampino del mattatore di Zelig

NatGeo Quiz! Wild Life
Sviluppatore: Gusto Games
Editore: Black Bean Games / Lago Srl
Distributore: Leader
Genere: Puzzle
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC, PlayStation 3 e Wii)
Titoli correlati: Buzz! Quiz World (PlayStation 3, PlayStation Portable); Scene It? Campione d'Incassi (Xbox 360)

Naturistico

NatGeo Quiz! Wild Life è il primogenito della collaborazione fra Black Bean Games e il National Geographic, che ha messo a disposizione il proprio archivio fotografico, video (in alta definizione) e le conoscenze in materia della natura selvaggia per la realizzazione di un videogame a quiz per la famiglia. Con oltre 5000 domande divise in quattro categorie - Pianeta meraviglioso, Predatori contro prede, Incontri Pericolosi e Vita acquatica - grandi e piccini possono sfidarsi mettendo a frutto non solo i riflessi, ma anche le proprie basi culturali. Le domande variano da quelle a risposta multipla al "vero o falso", passando per l'ordinamento degli animali per dimensioni agli anagrammi, per un totale di 10 tipologie di quesiti. La struttura delle sfide, però, è sempre uguale: si parte conquistando punti per ciascuna risposta esatta, si passa alle scommesse - puntando un certo numero di punti prima che la domanda venga posta - per poi passare alla gara di velocità e infine al ruba-punti, dove si sottraggono punti all'avversario prescelto.


La mole di contenuti, le categorie e i tre livelli di difficoltà permettono di trascorrere parecchio tempo prima di rivedere le stesse domande, rendendo le partite interessanti e competitive. Alla modalità a quiz classica fino a quattro giocatori si affianca quella single player denominata "Missione", in cui di volta in volta si affrontano quiz di 10 domande di vario genere prima di passare alla sezione successiva. Qualora si risponda correttamente a tutti i quesiti, si accede a un indizio bonus per la risoluzione dei quiz. Ben congegnata e accattivante, questa modalità offre un livello di sfida maggiore, in quanto in caso di risposta errata non viene svelata la soluzione, incentivando la ripetizione del livello finchè non si totalizza il punteggio pieno. Inoltre, vi è un'ulteriore opzione di gioco, il puzzle, in cui bisogna ricostruire le immagini scomposte spostando i tasselli adiacenti. In ultimo vi è la modalità Stat Attax, in cui due giocatori si sfidano a suon di statistiche con due mazzi di carte raffiguranti animali e paesaggi. Il concetto è intrigante, ma l'esecuzione lascia a desiderare, tanto di rivelarsi dopo solo una partita una modalità quasi inutile data l'assenza di opzioni multiplayer online.


NatGeo Quiz! Wild Life offre una serie di contenuti extra come una galleria fotografica personalizzabile - la maggior parte delle immagini sono davvero splendide - e una serie di informazioni di contorno che aiutano nella risoluzione dei quiz in single player: è bene quindi studiarsi tutti i dettagli prima di avventurarsi nel livello successivo, altrimenti si rischia di non sapere cosa sia il "musth" di un elefante africano. Ciononostante, non sfrutta la possibilità di divenire un valido strumento didattico a causa dell'assenza di spiegazioni in seguito alle risposte errate. Soprattutto nella modalitò Quiz, il gioco si limita a svelare la risposta esatta, senza approfondire l'argomento con ulteriori dettagli utili per imparare nuove nozioni divertendosi. Un'occasione mancata che ci auguriamo venga presa in considerazione per i prossimi episodi.


La realizzazione di NatGeo Quiz! Wild Life si basa su toni pacati e rilassanti a partire dall'interfaccia semplice e ben organizzata, fino al sottofondo musicale d'ambiente che favorisce la concentrazione. I quiz sono introdotti dalla voce di Claudio Bisio che svolge un egregio lavoro nel dare un pizzico di umorismo al gioco senza risultare invadente, nonostante le linee di dialogo tendano a ripetersi incessantemente. Meno incisivi del previsto invece sono i filmati, che non sempre sono fluidi e dettagliati quanto ci si aspetterebbe dall'alta definizione. L'assenza del multiplayer online costituisce sicuramente la più grande carenza del titolo Black Bean Games, laddove la concorrenza offre già da tempo competizioni a distanza. In definitiva, NatGeo Quiz! Wild Life è un titolo riuscito, interessante nel vero senso della parola, tanto da trovarsi incollati allo schermo solo per il gusto di scoprire qualcosa di nuovo sul mondo della natura selvaggia.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: quattro argomenti; diverse tipologie di quiz; modalità missione; archivio foto e video National Geographic; voce narrante di Claudio Bisio
Replay Value: buono. Completo in singolo, divertente in multiplayer
Aspetti Negativi: ordine delle sfide sempre uguale; nessuna modalità online; possibilità didattiche mancate; modalità Stat Attax priva di mordente
In Sintesi: NatGeo Quiz! Wild Life è l'ideale per trascorrere divertenti sessioni di gioco in famiglia

venerdì, giugno 18, 2010

E3 2010: Tre Giganti a Confronto

I tre giganti dell'intrattenimento videoludico hanno sfoderato le armi con cui combatteranno nei mesi a venire, tutti con l'obiettivo di rinnovare l'esperienza di gioco.

Ci vediamo alle 3

Poche novità, tante conferme durante le tre conferenze stampa tenutesi fra lunedì e martedì da Microsoft, Nintendo e Sony. Le voci di corridoio e i comunicati ufficiali susseguitisi nelle scorse settimane snocciolavano di volta in volta dettagli che hanno attenuato il fattore sorpresa, rendendo piuttosto prevedibile il contenuto di ciascuna presentazione. Microsoft avrebbe tolto definitivamente i veli da Project Natal, Nintendo avrebbe mostrato al mondo come realizzare una console portatile 3D senza l'uso di occhiali e Sony avrebbe definito la propria strategia a tre dimensioni insieme al neonato PlayStation Move. Reduce dagli show precedenti sempre sottotono, il colosso dell'elettronica di consumo quest'anno ha costruito un'ottima conferenza in cui i fatti erano superiori alle parole: dire che il 2010 e 2011 sono dalla parte di Sony è forse azzardato, ma riflette quanto è emerso dalle presentazioni di Jack Tretton e di Kaz Hirai, mentre mostravano una strategia volta ad abbracciare sia core, sia casual gamer.


PlayStation Move si è dimostrato essere più maturo di un semplice clone del Wii-mote. Capace di tracciare con precisione i movimenti del giocatore - 1:1 secondo le parole di Sony, ma non ne siamo convinti - grazie al connubio con PlayStation Eye, la nuova periferica ha dato prova di sè nell'ultimo Tiger Woods PGA Tour 11, che potrà essere aggiornato con un semplice download. Interessante anche se a tratti scialbo, Sorcery avrebbe potuto essere il gioco perfetto di Harry Potter, grazie ai diversi incantesimi e alle pozioni da miscelare, tutto con dei movimenti del braccio. Le mascotte di Sony degli ultimi anni uniscono le forze in Heroes on the Move (titolo provvisorio), con Sly Cooper, Ratchet, Daxter e compagni impegnati in un'avventura a base di movimenti ancora in fase di sviluppo. Ma non è finita, in quanto diversi titoli subiranno il trattamento Move, da Killzone 3 a Socom 4, fino alle patch previste per Heavy Rain e Resident Evil 5.


Meno minigame del previsto, quindi, ma un vero e proprio supporto a 360° per un'offerta alquanto eterogenea. Appuntamento subito dopo l'estate per il lancio di PlayStation Move, che esordirà in Europa il 15 settembre, in Nordamerica il 19 e in Giappone il 21 del mese successivo, a un prezzo di 49 dollari (prezzo in Euro ancora sottochiave). Le brutte notizie? Per la controparte Sony del Nunchuck - chiamato Navigation controller - bisognerà sborsare altri 29 dollari, ai quali aggiungere quelli per PlayStation Eye o, eventualmente, comprare il bundle a 99 dollari con il gioco Sports Champions, sempre senza il Navigation controller. Non proprio economico come si pensava. E, dopo tutte le polemiche sorte con Project Natal, anche PlayStation Move si scopre essere parecchio soggetto a problemi di latenza, evidenti soprattutto durante la dimostrazione con Tiger Woods. Ma conosciamo bene anche la lentezza del Wii-mote e, dati alla mano, non sembra proprio aver inficiato sul successo commerciale.


E' difficile capire se siamo talmente abituati al vecchio nome o se quello ufficiale è così cacofonico da risultare antipatico, ma sta di fatto che proprio non ci viene di chiamarlo Kinect. Nato da un incidente fra "Kinetic" e "Connect", il nuovo nome di Project Natal si spera non alieni il pubblico casual a cui si rivolge. Perchè, a differenza di Sony, Microsoft è rimasta ancorata agli albori di Wii, presentando giochi per la nuova periferica totalmente orientati al pubblico ormai trademark di Nintendo. Tennis, bowling, fitness, danza, concetti di videogame in pillole ormai visti in diverse salse che faticano a stupire per l'ennesima volta nonostante la tecnologia alle spalle di Kinect sia ancora stupefacente.


Kinectimals sembra essere una variante arricchita di Nintendogs con tanto di tigrotti,che saltano la corda in bullet time, sempre che si riesca a pronunciarne il titolo senza arrotolarsi la lingua; Dance Central di Harmonix potrebbe essere il nuovo riempipista per serate discotecare casalinghe; lascia perplessi notare come il titolo più interessante sia Child of Heaven di Tetsuya Mizuguchi, psichedelico e spiritualmente simile a Rez, peraltro multipiattaforma e pure assente dalla conferenza Microsoft. Crucialmente, non sono i giochi i maggiori "achievement" di Kinect, quanto le funzioni accessorie, come la navigazione della dashboard e dei contenuti multimediali - sebbene la selezione degli elementi a schermo avviene molto lentamente, soffermandosi su di essi per qualche secondo - oppure la videochat senza l'ausilio di auricolare e microfono e con tanto di tracciamento della testa, o ancora il riconoscimento vocale (rigorosamente solo in inglese). "Xbox Pause", e la console mette in pausa il video; "Xbox Play", e diligentemente lo fa ripartire.


Chiaramente il target di Microsoft non è l'hardcore gamer ma il pubblico di massa, quindi per chi si aspettava una vera innovazione nell'esperienza di gioco Kinect è un buco nero, nonostante il filmato di un ipotetico gioco di Star Wars e la demo di Forza Motorsport 3 con una modalità garage interattiva. Nemmeno Peter Molineux ne ha parlato durante la brevissima apparizione per Fable III (in lancio il 29 ottobre), il che lascia parecchio da pensare. 15 giochi (caratterizzati da una confezione dedicata e un prezzo più accessibile) saranno disponibili al lancio di Kinect, che avverrà il 4 novembre in Nordamerica ed Europa a un prezzo ancora ignoto che, secondo le maggiori voci di corridoio, si aggirerà intorno ai 149 dollari. Delusi da Kinect, gli hardcore gamer potranno sollazzarsi con Halo: Reach, Gears of War III, Crackdown 2 (grande assente della presentazione) e con una nuova Xbox: più piccola, silenziosa, dal design lucido con tasti a sfioramento in stile Alienware, 250GB di hard disk interno (ma incompatibile con i precedenti) e finalmente con il modulo Wi-Fi in banda n integrato sarà in vendita in Italia dal 16 luglio a 249 Euro.


Kojima in persona ha presentato Metal Gear Solid: Rising, che ha stupito per la meccanica di gioco basata sull'uso delle lame che tagliano in maniera sempre differente gli oggetti. Un accordo con Activision porterà i nuovi contenuti scaricabili di Call of Duty da qui fino al 2012 in anteprima su Xbox 360. Una nuova proprietà intellettuale di Crytek, Codename: Kingdoms, ha fatto la sua apparizione con un filmato dal vivo senza ulteriori dettagli, lasciando il pubblico mite. Uno show tutto sommato riuscito dal punto di vista estetico, ma carente sotto il profilo dei giochi per dare spazio alla nuova era Kinect.

Per Nintendo, il movimento è invece un vecchio affare e quasi si è soffermata a stento su Wii presentando The Legend of Zelda: Skyward Sword dalle mani di Miyamoto, passando poi per Metroid: Other M e l'insolitamente intrigante Kirby's Epic Yarn, in cui il protagonista si muove su sfondi fatti di fogli dipinti a mano che si piegano a seconda delle azioni. Un tuffo nel passato ha riportato ai giorni nostri un remake di GoldenEye - diciamo quindi addio alla vociferata versione in alta definizione prodotta da Rare - e Donkey Kong Country Returns, sviluppato da Retro Studios con un gusto un po' troppo... retro.


Il nuovo Nintendo 3DS nelle mani del presidente Satoru Iwata ha poi rubato la scena e difficilmente si parlerà d'altro. Introdotta da un video che mostra l'evoluzione del 3D nei cinema e la scomodità (oltre al look bizzarro) di indossare gli occhiali, la nuova console portatile presenta uno schermo superiore da 3,5 pollici in grado di riprodurre immagini in 3D stereoscopico senza l'ausilio di altri accessori. Il risultato - mostrato brillantemente dal ritorno di Kid Ikarus, da un filmato interattivo di Metal Gear Solid, ma anche da una selezione di spezzoni di film in 3D che fanno presagire l'arrivo di un movie store - è eccellente, grazie alla definizione più che buona, ai colori brillanti e alla possibilità di regolare la profondità dell'effetto tridimensionale. La tecnologia impiegata richiede però di stare fermi davanti allo schermo, pena la perdita dell'effetto 3D e la conseguente sovrapposizione delle immagini stereoscopiche. L'angolo di visuale non è così ristretto, ma rimane da vedere quanto il 3D sia fruibile in autobus, tram e metro, dove stare fermi è pressochè impossibile.


Nintendo 3DS è compatibile con il DSi, ha due fotocamere dorsali per scatti in 3D, un pad analogico, un touchscreen, un sensore di movimento e una potenza grafica comparabile se non superiore a quella di PlayStation Portable. A differenza delle aspettative, Nintendo 3DS sfoggia una line up mai vista su qualunque piattaforma Nintendo, che mette finalmente i contenuti delle terze parti dinanzi al marketing. Resident Evil, Assassin's Creed, Metal Gear Solid, Ridge Racer, Saints Row, DJ Hero 3D e il già citato Kid Icarus compongono la lista attuale dei titoli in fase di sviluppo e pronti nei primi mesi di lancio, previsto entro la fine dell'anno fiscale o, più semplicemente, entro il 31 marzo 2011. Considerata la pubblicità e la fama di cui sta godendo l'intrattenimento in 3D, le prospettive per Nintendo (e per i giocatori) sono più che rosee.


Il 3D da casa è certamente di nicchia a causa del costo delle TV e scomodo per via degli occhiali, ma Sony è ferma sulla propria strategia: rendere PlayStation la miglior soluzione per godersi contenuti in 3D, film o giochi che siano, grazie al supporto nativo della tecnologia stereoscopica. "Ciò che ha fatto per Blu-Ray, PlayStation 3 è pronta a farlo per il 3D", ha dichiarato Jack Tretton poco prima di annunciare che ben 20 titoli compatibili saranno disponibili entro marzo dell'anno prossimo, fra cui Killzone 3 (febbraio 2011) concepito per il 3D fin dal principio, Gran Turismo 5 (2 novembre 2010 in Nordamerica), MotorStorm Apocalypse, Crysis 2 (in 3D anche su PC e Xbox 360), Mortal Kombat, Shaun White Skateboarding, Ghost Recon: Future Soldier, Tron Evolution ed NBA 2K11.


Tolti gli occhiali 3D, la conferenza di Sony si è soffermata su ulteriori esclusive, questa volta concentrate su contenuti scaricabili o edizioni speciali. Medal of Honor includerà la versione rimasterizzata in HD di Medal of Honor: Frontlines, l'edizione limitata di Dead Space 2 porterà con sè la conversione per Move del sottovalutato Dead Space: Extraction, mentre Assassin's Creed: Brotherhood permetterà ai soli utenti PlayStation 3 di partecipare alla beta multiplayer. Perfino Gabe Newell, presidente e co-fondatore di Valve, ha fatto marcia indietro nei confronti di Sony annunciando Portal 2 con supporto di Steamworks per ricevere aggiornamenti, integrare le funzioni di community e avere quindi "la miglior versione di Portal 2 su console" stando alle sue parole. Per la prima volta, niente grafici e dati di mercato: Sony ha dimostrato (con una conferenza fin troppo lunga) di avere parecchie frecce al suo arco che si concretizzano in una rosa di giochi in grado di soddisfare una fetta davvero variegata di videogiocatori.


Grande assente dalla conferenza Nintendo è stato il Vitality Sensor per Wii, mentre desta più di un sospetto l'annuncio di PlayStation Plus, un servizio a pagamento (49 dollari per 12 mesi, 19 dollari per 3) in aggiunta a PlayStation Network che dovrebbe offrire contenuti in esclusiva come demo, download e così via, usufruibili però solo durante l'abbonamento. In definitiva, le conferenze stampa di quest'anno non verranno ricordate per aver sconvolto il mercato con annunci inaspettati quanto per i contenuti: il deciso attacco ai casual gamer di Microsoft, il gioco a tutto campo di di Sony e il contropiede di Nintendo. Come questi intenti si tradurranno sul mercato sarà tutto da vedere.

Raffaele Cinquegrana

lunedì, giugno 07, 2010

Recensione/ Blur

Il post Project Gotham di Bizarre Creations si trasforma in una guerra sulle strade a colpi di sportellate e scariche elettriche per conquistare nuovi fan

Blur
Sviluppatore: Bizarre Creations
Editore: Activision Blizzard
Distributore: Activision Blizzard
Genere: Corse/Arcade
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Mario Kart Wii (Wii); Split/Second (PC, PlayStation 3, Xbox 360); WipeOut HD (PlayStation 3); Project Gotham Racing 4 (Xbox 360)

Infiammati

L'esperienza di Bizarre Creations accumulata dopo anni di corse cittadine rende Blur familiare e appagante fin da subito. Sempre a metà fra l'idea di puro arcade e l'aderenza alla realtà, il nuovo titolo dello sviluppatore oltremanica presenta molti punti in comune con Project Gotham Racing: la cinquantina di auto che compongono il proprio garage, tutte su licenza e molto ben disegnate, si comportano in strada in maniera credibile, reagendo alle differenti superfici senza esagerazioni gratuite; i circuiti si snodano all'interno di ambientazioni reali, seppur siano molto più fantasiosi; il sistema di progressione sostituisce i fan ai vecchi Kudos non più in base allo stile di guida, ma attraverso l'uso delle armi. Quest'ultime costituiscono la novità eclatante di Blur, come in un incrocio fra il suddetto Project Gotham Racing e WipeOut in cui missili, scariche elettriche, mine e scudi iniettano adrenalina e imprevedibilità alle corse.


Nonostante la confusione in gara e la frustrazione in seguito all'ennesima sconfitta all'ultimo secondo - che il genere sembra proprio incapace di scrollarsi di dosso - Blur riesce a conferire maggior bilanciamento e un pizzico di strategia rispetto alla concorrenza. Gli otto power up sono ben visibili sulla strada, ciascuno identificato da un colore differente, in modo da poter pianificare l'azione in anticipo e il fatto di poterne immagazzinare fino a tre permette di organizzare tattiche di attacco o di difesa. Le armi, infatti, possono essere utilizzate anche per contrattaccare: al di là del classico scudo, i missili a ricerca o le mine possono essere neutralizzate da altrettanti missili, da scariche elettriche o da una spinta energetica. Il che rende le gare ancor più tecniche e appaganti una volta acquisita la confidenza con la propria auto e con il circuito. Lo specchietto retrovisore diviene il migliore amico per guardarsi le spalle, mentre la possibilità di vedere i power up degli avversari consente di prevenire eventuali attacchi, sempre che si riescano a distinguere le icone sulle auto nel mezzo della frenesia delle gare.


Sebbene piazzarsi sul podio costituisca il requisito base per progredire nella modalità carriera, è altrettanto importante conquistare nuovi fan completando le numerose sfide secondarie distribuite durante le gare. Attraversare cancelli, fulminare gli avversari in derapata, tamponarli con l'uso del turbo e farli fuori in successione sono solo alcuni esempi di quanta carne metta sul fuoco Blur, la cui ricchezza di contenuti costituisce un primato per il genere. Ci si trova impegnati quindi su più fronti nelle quattro modalità di gara proposte: la competizione classica contro 20 avversari, quella a tempo, la modalità Distruzione - dove bisogna eliminare più avversari possibile evitando mine e quant'altro - e testa a testa con il boss di turno. Quest'ultima richiede una serie di condizioni per accedervi, alcune delle quali implicano la ripetizione forzata degli eventi pregressi, imponendo una sorta di grinding di fan, distruzioni in tutte le salse così via.


Oltre alle fornite modalità online - complete di modificatori di attributi a mo' di Call of Duty e avanzamento di livello - Blur sfoggia opzioni dedicate alla community alquanto interessanti. Si va dalla condivisione dei progressi su Facebook e Twitter alle ben più interessanti sfide fra amici. Una volta realizzato il proprio record, è possibile inviare una sfida corredandola di ulteriori requisiti fra cui totalizzare un certo numero di fan, realizzare evoluzioni particolari e così via. Si instaura così un circolo di competizioni (fruibile anche dagli utenti Silver di Xbox Live) in cui non solo ci si può fregiare dei propri risultati, ma si è spinti a fare sempre di meglio per superare l'amico-avversario. Tornando alle gare online classiche, Blur si distingue grazie agli eventi suddivisi per livello, ai 20 giocatori simultanei e alle decine di opzioni di gara, fra cui la possibilità di disattivare i power up per un'esperienza di guida tradizionale. Da elogiare anche il multiplayer offline a quattro giocatori con schermo condiviso, di cui Blur sembra essere l'ultimo baluardo.


Sotto esame tecnico, il titolo di Bizarre Creations può contare sul motore grafico inchiodato sui 30 fotogrammi al secondo che riproduce con accuratezza di dettagli e velocità i circuiti, seppur saltuariamente siano evidenti alcune disparità di realizzazione fra i vari elementi del fondale. Di tutt'altra pasta è la colonna sonora su licenza: fatta eccezione per l'introduzione accompagnata da un classico di Ennio Morricone, i restanti brani sono ossessionanti e martellanti, ma fortunatamente sono disattivati di default. In definitiva Blur sdogana il genere delle corse con potenziamenti dalla tipica atmosfera zuccherosa, il cui ingresso nel mondo "adulto" beneficia di un'ottima completezza di contenuti e costituisce un passo avanti per il genere in virtù di un'esperienza di guida appagante e al tempo stesso rocambolesca e adrenalinica.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: adrenalinico; immediato ma con impostazione strategica; power up bilanciati; 20 concorrenti in gara; sistema di progressione intrigante
Replay Value: ottimo. Competizioni online con opzioni per le sfide fra amici e di condivisione sui social network
Aspetti Negativi: confusione in strada; spesso irritante; colonna sonora pessima
In Sintesi: Blur centra l'obiettivo divenendo un nuovo punto di riferimento per gli amanti delle corse con potenziamenti grazie all'enorme mole di contenuti che sfoggia, sia in singolo sia in multiplayer. Peccato rimangano i peccati originari del genere, ovvero un po' di confusione in pista e l'inevitabile irritazione di base