giovedì, marzo 17, 2011

Recensione/ Yoostar 2: in the Movies

Tutti gli aspiranti attori sono chiamati in scena per interpretare le più famose scene di Hollywood. Da Terminator a Una Notte da Leoni, da Ti Presento i Miei a Il Padrino, recitare davanti a Kinect non è mai stato così semplice. Saremo degni di un Oscar?

Yoostar 2: in the Movies
Sviluppatore: Blitz Games Studios
Editore: Yoostar
Distributore: Namco Bandai Partners Italia
Genere: Party game
Piattaforma: Xbox 360 / Kinect (disponibile per PlayStation 3 con PS Eye)
Titoli correlati: You're in the Movies (Xbox 360); Kung-Fu Live (PlayStation 3); Start the Party (PlayStation 3)

YooTube

Chiunque si diletti a ripetere le scene dei film più famosi di Hollywood si troverà a proprio agio con Yoostar 2: in the Movies. Grazie a Kinect (o a PlayStation Eye, nella versione PlayStation 3) è possibile recitare con il proprio attore preferito o addirittura sostituirlo in circa 80 scene tratte da una varietà sterminata di film. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Che si tratti di gridare "questa è Sparta" in 300, oppure di recitare il monologo di Ben Stiller davanti alla telecamera nascosta in Ti Presento i Miei o ancora di interpretare il maestro Miyagi di Karate Kid per mettere e togliere la cera. Fra gli spezzoni più quotati - almeno secondo il nostro punto di vista - troviamo inoltre Il Padrino, Man in Black, Forrest Gump e l'esilarante Una Notte da Leoni, con l'impagabile lettura del biglietto di auguri da parte di Alan. Tutti i clip sono disponibili in Italiano ma, purtroppo, sono in bassa definizione.


Il meccanismo di gioco è molto semplice. Una volta selezionato lo spezzone e il ruolo da interpretare, ci si posiziona di fronte a Kinect in modo che la propria sagoma corrisponda grossolanamente a quella dell'attore di riferimento e, quando parte il ciak, si recita la parte seguendo le battute a mo' di karaoke. La propria immagine viene scontornata e "incollata" in tempo reale al posto dell'attore originale, proiettando letteralmente il giocatore all'interno del film. Conclusa la recitazione, che dura dalla manciata di secondi a un paio di minuti a seconda della scena, Yoostar valuta la prestazione con un punteggio in base ai tempi delle battute e alla posa sullo schermo. Nel caso in cui le scene prevedano più attori, è possibile coinvolgere un amico sul set, occasione in cui Yoostar 2 diviene ancor più convincente.

Yoostar 2 ha tutte le carte in regola per intrattenere e divertirsi con gli amici - chi non ha mai sognato di recitare in un film? - ma diverse lacune tecniche minano il risultato finale. In primis troviamo una qualità complessiva delle scene che lascia parecchio a desiderare, sia per la registrazione dell'audio troppo metallica, sia per i problemi riscontrati nell'ottenere un buon effetto "green screen". A meno di avere un contrasto elevatissimo fra i colori della persona e dello sfondo, l'immagine ritagliata soffre di un alone instabile che rende il fotomontaggio poco efficace. E' altresì deprecabile la qualità delle riprese di Kinect, che in condizioni di normale illuminazione risulta sempre troppo scura e afflitta da artefatti di vario genere. Problemi tecnici insiti nella periferica Microsoft, ma che inficiano sulla qualità generale del gioco.


A questi si aggiungono dei problemi di integrazione della performance. Considerato che non è possibile spostare Kinect per simulare l'angolazione originale della ripresa, ci si trava spesso e volentieri costretti ad assumere posizioni molto scomode per adattarsi al ruolo. Talvolta bisogna chinarsi solo a metà per rientrare nella sagoma, oppure sedersi in una scena in cui bisognerebbe stare in piedi e via discorrendo. A seconda della posizione di Kinect, le riprese saranno comunque sempre o troppo alte o troppo basse e guardare in camera risulta impossibile se si devono leggere le battute sullo schermo. In tal caso, si ha inoltre l'effetto di non guardare nella direzione corretta richiesta dalla scena, fermo restando che anche conoscendo a memoria la parte è un'impresa riuscire a simulare un'interazione con un secondo personaggio. I propri movimenti, infine, vengono ripresi "allo specchio": nella scena di Karate Kid "metti la cera, togli la cera" bisognerà prestare attenzione a invertire destra e sinistra, pena una pessima figura! Chiude la lista delle magagne l'interfaccia di selezione dei film poco intuitiva e molto, molto lenta.

E' chiaro quindi come Yoostar 2 non sia adatto per coloro che cercano l'autenticità delle scene o la qualità in generale. Potrebbe però interessare gli amanti dei party game e gli appassionati di cinema in generale che desiderano mettersi in gioco: per ottenere i risultati migliori consigliamo di vestirsi a tema e dotarsi di tutti gli accessori di scena. Le 80 clip a disposizione - a cui se ne aggiungeranno presto su Xbox Live -, la possibilità di recitare su set virtuali fatti ad hoc o di reinterpretare intere scene senza seguire il copione dando il via a esilaranti parodie costituiscono delle buone basi per un party game. A tutto ciò si aggiungono l'integrazione con Facebook e Twitter per caricare i video la possibilità di vedere e votare i video pubblicati sul sito Yoostar. Anche sotto questo punto di vista l'esperienza non è eccelsa. I video caricati peccano in fluidità, l'applicazione Facebook è poco navigabile e collegare l'account di gioco con i social network richiede l'invio di una password dal PC. Trattandosi di video, l'assenza di un upload diretto su YouTube appare quantomai strana.


In definitiva, Yoostar 2: in the Movies è un titolo particolare che spinge i party game verso nuove frontiere. La quantità di video sul disco, le numerose opzioni e l'integrazione con i social network lo rendono un titolo dall'indubbio potenziale. Purtroppo le idee non sono supportate da una tecnologia altrettanto performante e da un'implementazione all'altezza delle aspettative.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: 80 filmati dei generi più disparati; concept interessante; divertente in gruppo; profonda integrazione con i social network
Replay Value: discreto. I difetti tecnici lo rendono meno godibile del previsto
Aspetti Negativi: posizioni da assumere poco comode; registrazione audio metallica; qualità della ripresa di Kinect molto bassa; video in bassa definizione; interfaccia scomoda
In Sintesi: il concept alla base di Yoostar 2: in the Movies è divertente e ci sono contenuti a sufficienza per divertirsi in gruppo, ma la tecnologia non sempre supporta al meglio

martedì, marzo 15, 2011

Recensione/ Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two Worlds

Chi è il più forte fra Ryu e Capitan America? Chi ha la meglio in velocità fra Wolverine e Chun Li? Fa più male un morso di Amaterasu oppure un colpo di M.O.D.O.K.? Dopo anni di assenza e un'apparizione sulle piattaforme di distribuzione digitale, torna il crossover più riuscito di tutti i tempi.

Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two Worlds
Sviluppatore: Capcom
Editore: Capcom
Distributore: Halifax
Genere: Picchiaduro
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Tatsunoko vs. Capcom Ultimate All-Stars (Wii); X-Men vs. Street Fighter (Saturn); Marvel vs. Capcom 2 (Dreamcast, PlayStation 2, PlayStation 3, Xbox, Xbox 360); BlazBlue: Continuum Shift (PlayStation 3, Xbox 360); Super Street Fighter IV (PlayStation 3, Xbox 360)

L'ora degli Eroi

Il primo impatto con Marvel vs. Capcom 3 è assimilabile a quello di uno spettacolo pirotecnico. Non solo per le luci e i flash che esplodono letteralmente sullo schermo - in virtù di una realizzazione tecnica meravigliosa - in seguito alle famigerate Hyper Combo, ma per il frastuono che ne consegue. Nelle mani di un giocatore esperto - oppure selezionando il discutibile Simple Mode per eseguire tutte le mosse speciali con un tasto - è impossibile non farsi rapire dal dinamismo estremo dei combattimenti e allo stesso tempo domandarsi come ci si possa capire qualcosa in tutto quel caos che si genera ogni frazione di secondo. Non ci si può aspettare il gameplay ragionato di Street Fighter o BlazBlue, ma con Marvel vs. Capcom 3 la casa di Osaka ha letteralmente premuto l'acceleratore fino in fondo.


La velocità e la coordinazione con cui le dita devono danzare sui tasti del pad determinano in gran parte l'esito dei combattimenti, anche questa volta organizzati fra team di tre personaggi per parte con la possibilità di alternarli con una semplice pressione del tasto dorsale corrispondente. Abbandonando il classico sistema di controllo che distingueva calci e pugni deboli e forti, il giocatore deve agire su tre tasti che danno luogo a colpi di potenza differente e concatenabili a piacere. Si inizia come di consueto con un uno-due di colpi deboli e medi, per poi sferrare un colpo più forte e concludere con una mossa speciale; oppure, premendo il tasto "Special" si scaglia l'avversario in aria per continuare con una air combo; o ancora si scatena tutta la barra delle super mosse per attacchi speciali, anche in combinazione con gli assist del proprio team. Sotto questo punto di vista, Capcom ha svolto un lavoro di ottimo livello costruendo un sistema di combattimento dietro la cui apparente semplicità si nasconde una profondità invidiabile.


Profondità che però rischia di rimanere appannaggio di pochi visto che uno dei più gravi difetti di Marvel vs. Capcom 3 consiste nella cripticità del suo Mission Mode, che non riesce a essere un valido campo di allenamento. Invece di insegnare le tecniche di combattimento in maniera chiara e alla portata di tutti (campo in cui eccelle invece BlazBlue: Continuum Shift), tale modalità si rivela essere una frustrante sessione in cui bisogna ripetere delle combo predefinite e peraltro nemmeno visualizzate sullo schermo. Non vi è alcuna spiegazione circa le tecniche di combattimento, un handicap che affligge chiunque non sappia come si esegue una Cancel, un'Advanced Guard, l'X-Factor o una delle numerose tecniche di attacco e difesa necessarie per essere competitivi. Da un lato vuole essere accessibile con un sistema di combattimento che regala immediate soddisfazioni, dall'altra preclude l'approfondimento se non si è dotati di un'enorme dose di pazienza.


E' un peccato, in quanto trasuda carisma da tutti i pori non ultimo grazie alla rosa di personaggi che offre. 36 in tutto, inferiore rispetto alla cinquantina del secondo episodio, ma ad ogni modo completa per soddisfare pressochè tutti i gusti dei fanatici di Capcom - Viewtiful Joe e Amaterasu di Okami sono due delle star migliori - o di Marvel, che assolda new entry nella serie come She-Hulk e X-23. Se dal punto di vista grafico tutti i personaggi godono di un livello di dettaglio eccellente, lo stesso non si può dire del loro bilanciamento. Deadpool è probabilmente l'esempio lampante dei difetti di giocabilità del titolo prodotto da Ryota Niitsuma: velocissimo, potente e con mosse a lungo raggio che chiudono pressochè qualunque via di fuga. Sulla falsariga troviamo Wolverine - un demone della tasmania talmente è rapido nei movimenti - o il già citato Amaterasu - le cui scariche elettriche tolgono buona parte dell'energia anche in parata -, per finire con la Sentinella o ancora con Galactus, l'enorme boss della modalità single player dalle mosse letteralmente imparabili.


Fortunatamente Galactus rimane relegato alla modalità in singolo - che raggiunge nuovi minimi storici con i suoi finali al limite della presa in giro -, ma gli sbilanciamenti rimangono ben evidenti in tutti gli altri casi giocando online, dove ci si imbatte spesso e volentieri in avversari che ripetono all'infinito la medesima strategia di attacco (ovviamente online non ci si può avvalere del Simple Mode). Il codice di rete funziona egregiamente anche se dobbiamo evidenziare l'assenza della modalità spettatore per intrattenere i partecipanti alla sala di attesa e soprattutto dell'indicatore della qualità di connessione. Le opzioni di gioco spaziano dalle partite classificate e non, alla creazione di sale personalizzate e alla possibilità di accettare avversari umani anche mentre si gioca in single player, in modo da simulare l'effetto "sala giochi". Oltre che da nuovi badge e inni sbloccabili con il tempo, la card del giocatore è inoltre arricchita da un grafico raffigurante lo stile di gioco preferito.


Nonostante i difetti descritti, Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two Worlds cattura il giocatore grazie all'immediatezza e all'appagamento visivo. La ripida curva di apprendimento potrebbe causare un altrettanto veloce abbandono da parte di coloro che non sono disposti a perdere ore per scoprirne i segreti e altre ancora per assimilarli all'interno di un proprio stile di combattimento. Rimane comunque uno dei migliori esponenti del genere pur non esaltandone le qualità.

Raffaele Cinquegrana


Aspetti Positivi: veloce e frenetico; realizzazione tecnica eccelsa; 36 personaggi; combo impressionanti; gameplay elaborato
Replay Value: buono. Qualche difetto nel comparto online non gli impediscono di intrattenere a lungo
Aspetti Negativi: alcuni personaggi sbilanciati; boss finale quasi intoccabile; componente online non sempre all'altezza; confusionario; tutorial inutile
In Sintesi: Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two Worlds fa della frenesia e immediatezza il suo miglior biglietto da visita, ma la semplicità è solo di facciata

domenica, marzo 06, 2011

Recensione/ Dreamcast Collection

Dal profondo della memoria arriva una raccolta di titoli dedicata ai nostalgici dell'era Dreamcast, che potranno rivivere le emozioni con Sonic, BD Joe, Ulala e una spigola da 20Kg. Nessuno ha invitato Ryo Hazuki alla rimpatriata?

Dreamcast Collection
Sviluppatore: Sega
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: Compilation
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC)
Titoli correlati: God of War Collection (PlayStation 3); Prince of Persia Classic Trilogy HD (PlayStation 3); Beyond Good & Evil HD (Xbox 360)

Back in da dayz

Fra tutte le console abbandonate prematuramente, Dreamcast è sicuramente quella che arruola i fan più passionali, le cui memorie descrivono ore trascorse in compagnia di titoli che, purtroppo, sono stati sottovalutati dai più. La speranza che quei giorni possano rivivere ancora dura poco con Dreamcast Collection, principalmente a causa della modalità con cui la selezione di titoli è stata impacchettata. Senza extra di alcun tipo nè una "rimasterizzazione" degna di questo nome, la suddetta Collection sembra più un pretesto per mettere sullo scaffale dei titoli già disponibili su Xbox Live Arcade. Lo stesso menu principale lascia intendere lo scarso amore riposto nella compilation, tant'è che per cambiare gioco è necessario tornare alla dashboard. Inoltre, la scelta di includere solo quattro titoli - Sonic Adventure, Crazy Taxi, Space Channel 5 part 2 e Sega Bass Fishing - lasciando da parte i veri mostri sacri dell'era Dreamcast (uno su tutti, Shenmue) rende tale Compilation un lavoro riuscito solo a metà.

Sonic Adventure è fra tutti il lavoro che ha ricevuto l'adattamento peggiore. Come avessero usato un "copia e incolla" della versione originale, è l'unico a non aver goduto dell'upgrade a 16:9 e quello che risente maggiormente dei suoi anni, con la telecamera bizzarra e i problemi di (very) bad clipping. Nulla è stato fatto per rendere l'allora capolavoro del Sonic Team un titolo di cui tutt'ora andare fieri: persino i caricamenti a metà livello sono rimasti intatti, non certo in segno di rispetto per l'opera originale. E' un vero peccato, poichè con pochi ma sostanziali accorgimenti, Sonic Adventure sarebbe divenuto il miglior Sonic in 3D di sempre, grazie al design dei livelli memorabile e accattivante, alla mole di contenuti eccellente e ai personaggi comprimari che non rubano la scena al porcospino blu. Vale comunque la pena di ributtarsi nell'avventura, consci che di tanto in tanto la nostalgia potrebbe tramutarsi in delusione.


Anche Crazy Taxi non ha avuto una sorte migliore, le musiche su licenza dei The Offspring e Bad Religion rimpiazzate con brani rock ritmati ma decisamente meno azzeccati. Nonostante i problemi di clipping, fare il taxista sulle strade di una simil-San Francisco è tutt'ora divertente grazie al gameplay immediato e allo stesso tempo ricco di sfumature per eseguire derapate, partenze a razzo e via discorrendo. Ovviamente non mancano i minigiochi Crazy Box e le varie modalità di gioco a tempo che allungano la vita a Crazy Taxi, sebbene rimanga un'esperienza all'apice dell'arcade: veloce ma di breve durata.


Chiudono la Collection due inediti - almeno per il momento - su Xbox Live Arcade: Space Channel 5 part 2 e Sega Bass Fishing. Fatta eccezione per i filmati piuttosto pixellosi, il primo ha resistito egregiamente al peso degli anni grazie al gameplay accattivante e all'eccezionale colonna sonora anni '70. Nei panni della reporter spaziale Ulala, si deve sventare la minaccia dei Rhythm Rogue ripetendo le mosse a tempo come in un moderno Simon. Non è raffinato quanto altri rhythm' game sul mercato - la sintesi vocale che indica il tasto da premere non è sempre chiarissima - ma la meccanica di gioco semplice unita alla presenza di personaggi comprimari come Space Michael lo rende un titolo con un fascino tutto suo.


Sega Bass Fishing è invece il più debole della raccolta, vuoi per l'assenza del mulinello che lo aveva distinto una decade fa, vuoi per la meccanica di gioco fin troppo basilare che, insieme alla possibilità di continuare all'infinito, elimina di fatto qualunque sensazione di sfida. Non è stata nemmeno introdotta la vibrazione per dare un feedback sul comportamento del pesce, rendendo le sessioni di pesca un affare poco stimolante. La Dreamcast Collection finisce qui, poichè come anticipato, non vi sono extra per solleticare la gola degli appassionati e che diano ulteriori giustificazioni per l'acquisto di una raccolta che ha parecchie lacune e che offre ben poche soddisfazioni. Sega pretende l'amore dei fedelissimi, ma la prima a non offrirlo è proprio lei.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: Sonic Adventure e Crazy Taxi rimangono i migliori; prezzo contenuto
Replay Value: discreto. Sonic Adventure merita di essere giocato fino in fondo, Crazy Taxi è adrenalinico
Aspetti Negativi: selezione di titoli discutibile; nessun extra; impacchettato con poca cura; adattamento di Sonic Adventure mediocre; musiche di Crazy Taxi non originali
In Sintesi: più che una raccolta, è una manciata di titoli pronti all'uso messi insieme giusto per raccogliere un po' di denaro dagli appassionati, che si ritrovano con un pacchetto ai minimi storici. Consigliato solo a chi non ha voglia di collegare il Dreamcast alla TV

Recensione/ Ben 10 Ultimate Alien: Cosmic Destruction

L'eroe dei cartoni animati è coinvolto in una nuova avventura su console dove dovrà fare uso di tutte le sue risorse e trasformazioni per battere il cattivo di turno. Ce la farà a conquistare i cuori dei più piccoli?

Ben 10 Ultimate Alien: Cosmic Destruction
Sviluppatore: Papaya Studios
Editore: D3 Publisher
Distributore: Namco Bandai Partners Italia
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 2, PlayStation 3 e Wii)
Titoli correlati: Transformers: la Battaglia per Cybertron (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 2 (PlayStation 3, Xbox 360)

TV da giocare

Forte di milioni di appassionati in giovane età, qualunque videogioco ispirato a Ben 10 ha il potenziale per divenire un successo planetario. In Cosmic Destruction troviamo l'eroe dei cartoni animati impegnato in un action-adventure che miscela cazzotti a sezioni platform. Tutti i tasselli sembrano fin da subito essere al posto giusto: la caratterizzazione dei personaggi è fedele pur non affidandosi all'onnipresente cel shading, le trasformazioni sono più che abbondanti, il sistema di combattimento a un tasto è sufficientemente semplice da padroneggiare e, non meno importante, l'avventura tratta una vicenda inedita tutta da scoprire che porta l'alieno a girare il mondo. La aspettative sono però destinate a durare poco, in quanto vi sono numerosi problemi che rendono Cosmic Destruction un'esperienza frustrante proprio per il pubblico a cui si rivolge.


Prepariamoci ad assistere il figlio o nipote che detiene il pad, a partire dai dialoghi completamente in inglese che affidano la comprensione dell'avventura ai sottotitoli in italiano. La difficoltà soffre di sbilanciamenti spaventosi sia nei combattimenti - dove alcuni boss sferrano colpi imparabili - sia nelle fasi platform, a causa dell'inquadratura spesso infelice che rende i salti un vero terno al lotto. Fortunatamente distribuisce checkpoint in quantità, poichè i decessi rischiano di essere davvero frequenti. La selezione della propria forma è uno dei punti di forza del gioco: è possibile commutare fra l'una o l'altra semplicemente premendo il grilletto sinistro e spostando la levetta analogica destra, operazione indispensabile per superare alcune sezioni che richiedono una trasformazione particolare. Il gioco offre l'encomiabile opzione di scegliere quattro trasformazioni da impiegare nella missione, dando una promettente sensazione di personalizzazione. Ma cosa accade se si selezionano le forme errate? Semplice, si rischia di bloccarsi in un punto senza avere la trasformazione utile per proseguire.


Cosmic Destruction è costellato di difetti di design, giocabilità altalenante e picchi di difficoltà inaspettati che rendono l'avventura spinosa anche per gli appassionati della serie. I fedelissimi potrebbero trovare spunti sufficienti per ignorare le difficoltà. Ciononostante non ci sentiamo di consigliare il titolo Papaya Studios ai più piccoli.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: tante trasformazioni; buon feeling con il cartone animato; potenziamenti; checkpoint frequenti
Replay Value: scarso. La scarsa giocabilità non incentiva la ricerca degli oggetti
Aspetti Negativi: doppiaggio in inglese; gameplay a volte frustrante; scelta delle forme pressochè inutile
In Sintesi: Ben 10 Ultimate Alien: Cosmic Destruction ha troppi difetti per essere consigliato ai più giovani, che troveranno più frustrazione che divertimento

sabato, marzo 05, 2011

OneBigGame: Videogame per Beneficenza

OneBigGame è un publisher no-profit che supporta diverse associazioni benefiche. Nel primo anno di attività, ha generato oltre 100.000 dollari di cui il 96% circa sono stati donati e suddivisi in parti uguali per Save the Children Alliance e Starlights Children Foundation. Chime, creato dallo sviluppatore inglese Zoe Mode, è il maggior responsabile degli incassi. Nel 2011 OneBigGame ha pubblicato WINtA, music game per iPhone creato da Masaya Matsuura (PaRappa the Rapper) e dal suo studio NanaOn-Sha insieme allo sviluppatore olandese Triangle Studios.


Gli utili di OneBigGame nel 2010

Il publisher no-profit, nel primo anno, ha generato oltre 100.000 dollari destinati alle associazioni benefiche che supporta

San Francisco, Calif. – 25 Febbraio 2011 - OneBigGame (http://onebiggame.com), publisher no-profit di videogiochi, annuncia oggi i risultati del 2010, l’anno ufficiale di avvio del publishing a scopo benefico. Durante l’anno, OneBigGame ha raggiunto oltre i 100.000 dollari di utili, con il 96% circa donato e suddiviso in parti uguali alle due charity partner, Save the Children Alliance and Starlights Children Foundation.

La maggior parte dei fondi raccolti a scopo benefico da OneBigGame sono stati ricavati da Chime, il primo gioco uscito sulla piattaforma Xbox LIVE® Arcade (per il sistema di intrattenimento e gioco di Microsoft Xbox 360®) il 3 febbraio 2010, creato pro bono dallo sviluppatore inglese, Zoe Mode.

“Siamo molto felici di annunciare questi primi risultati positivi, a dimostrazione di un modo unico e nuovo di raccogliere fondi.” ha commentato Martin de Ronde, Direttore di OneBigGame. “Grazie a giochi creati da famosi sviluppatori di videogiochi e studi di sviluppo, possiamo ora aiutare i bambini più bisognosi, avvalendoci di un meccanismo fantastico. Inutile dire quando siamo grati a Zoe Mode e al loro gioco Chime per averci permesso di realizzare questi risultati. Inoltre, ci piace pensare a questo come a un grande segnale di ciò che continueremo a fare. Abbiamo una promettente lineup di giochi con cui proseguire la nostra campagna di raccolta fondi nel 2011, dalla recente uscita del gioco WINtA di Masaya Matsuura per iPhone, al gioco racing di David Perry per tablet di nuova generazione e al gioco Minesweeper Adventure di Charles Cecil”

Ed Daly, Managing Director di Zoe Mode, ha dichiarato: “Siamo onorati di essere stati parte di OneBigGame e immensamente felici che il successo di Chime è stato di aiuto per la raccolta a scopo benefico. Speriamo di continuare la nostra collaborazione con OneBigGame e di aggiungere nuovi giochi.”

Douglas Rouse, Direttore Corporate Partnerships di Save the Children ha aggiunto: “Save the Children è davvero grata a OneBigGame per la loro donazione. Si tratta di una modalità innovativa per raccogliere fondi a scopo benefico e la partnership introduce la nostra vitale opera a un intero nuovo pubblico di giocatori. Speriamo questa collaborazione aiuti le persone a conoscere la nostra campagna EVERY ONE, che si batte per fermare la mortalità di circa 9 milioni di bambini che ogni anno muoiono prima di aver compiuto i cinque anni.”

“Abbiamo apprezzato molto l’iniziativa di OneBigGame e la generosità di Zoe Mode e di tutti gli sviluppatori coinvolti” ha detto Jenny Isaacson, Vicepresidente Brand Marketing e Communicazione di Starlight. “È grandioso vedere l’industria del videogame dedicarsi non solo all’intrattenimento per il pubblico ma anche ai bambini ammalati e alle loro famiglie seguiti da Starlight."

Come annunciato, seguendo Chime, OneBigGame continua le attività di raccolta fondi con WINtA, creato a scopo benefico dal famoso game designer giapponese Masaya Matsuura e dalla sua società NanaOn-Sha insieme agli olandesi di Triangle Studios. WINtA, un gioco musicale per iPhone e iPod Touch è disponibile su Appstore di Apple in download gratuito. Brani musicali con cui giocare a WINtA creati da un gran numero di artisti sono acquistabili separatamente per raccogliere fondi a scopo benefico.

Recensione/ Dr. Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo

Il dottor Kawashima torna a mettere alla prova la nostra età cerebrale con l'aiuto di Kinect e di un nuovo set di esercizi per spremersi le meningi insieme a un po' di moto. Riuscirà a bissare il successo ottenuto sulla console portatile di Nintendo?

Dr. Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo
Sviluppatore: Namco Bandai Games
Editore: Namco Bandai Partners
Distributore: Namco Bandai Partners Italia
Genere: Puzzle
Piattaforma: Xbox 360 / Kinect
Titoli correlati: Brain Training (Nintendo DS)

Sempregiovani

Sviluppato sotto la supervisione dell'ormai noto neuroscienziato dottor Ryuta Kawashima, Esercizi per la Mente e il Corpo porta l'altrettanto famigerato genere del brain training su Xbox 360 aggiungendo movimento agli esercizi cerebrali grazie all'uso di Kinect. Secondo le ricerche dello stesso Kawashima, il movimento stimolerebbe l'attività del nostro cervello: ecco quindi 20 nuovi minigiochi che uniscono in maniera divertente fisicità e ragionamento, tramite i quali misurare la propria età cerebrale. La meccanica di gioco riflette pressochè sotto tutti gli aspetti positivi delle varie versioni per Nintendo DS, fra cui le statistiche dettagliate dei progressi, esercizi personalizzati e soprattutto la formula accattivante che spinge a migliorarsi di volta in volta. Il solo fatto di vedersi affibbiare un'età cerebrale superiore a quella anagrafica è sufficiente per accendere l'orgoglio in ciascuno di noi e dimostrare all'avatar di Kawashima che si sbaglia di grosso.

Le cinque categorie a disposizione - matematica, logica, memoria, riflessi ed esercizi fisici - raccolgono minigiochi che spaziano dal toccare i numeri in ordine crescente o a calciare il numero mancante all'interno di un equazione fino al trasformare le braccia in lancette dell'orologio per indicare l'orario proposto o al memorizzare le posizioni di avatar che si nascondono dietro le porte. La velocità è di norma richiesta per ottenere un punteggio più alto, ma è sempre bene considerare che una risposta errata comporta una penalizzazione maggiore. Alcuni minigame richiedono una buona coordinazione oculo-manuale, come nel caso di Manolesta, dove è necessario controllare Pac-Man e Pooka di Dig Dug con le mani per evitare i fantasmi. La varietà delle prove in cui cimentarsi è notevole e alcune di esse sono davvero spassose, ciononostante evidenziamo la ripetizione in diversi casi dello stesso concetto di base. L'uso delle braccia a mo' di lancette è utilizzato per esempio per il minigame dell'orologio ma anche per quello delle coppie, del radar e dei ponti su cui far passare auto di diverso colore.


Pur non essendo un grave difetto, si ha la sensazione che il sensore Kinect avrebbe potuto offrire maggiori spunti di fantasia, anche considerando il fatto che non è prevista per esempio nessuna prova basata sulla voce. Fra le mancanze, segnaliamo l'assenza di modalità online (manca persino la possibilità di confrontare i risultati con gli amici), parzialmente compensata dalla modalità offline fino a 4 giocatori. Buono invece il riconoscimento dei movimenti mappato sul proprio avatar, indispensabile soprattutto per i livelli più avanzati in cui la velocità di esecuzione diviene sempre più importante. In definitiva, Dr. Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo si è rivelato un piacevole passatempo capace di spronare al miglioramento di se stessi con micro-sessioni di gioco quotidiane. E chissà mai che il cervello ne giovi veramente.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: buon riconoscimento dei movimenti; alcuni minigiochi sono spassosi; spinge a migliorarsi sempre di più
Replay Value: buono. Se il brain training interessa, riesce a catturare a lungo
Aspetti Negativi: nessuna opzione online; stesso concetto ripetuto in molti minigiochi
In Sintesi: Dr. Kawashima: Esercizi per la Mente e il Corpo è un titolo interessante, capace di intrigare a lungo grazie alla meccanica che incentiva il miglioramento personale. Perccato per la mancanza di opzioni online e un pizzico di varietà in più